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Ficcadenti salva la panchina, ma non la “spacca”
martedì 2 novembre 2010, 19:39Editoriale
di Giovanni Guiducci
per Tuttocesena.it

Ficcadenti salva la panchina, ma non la “spacca”

Collaboratore del Corriere Romagna e radiocronista per Radio Bruno. È inoltre autore di diversi libri sulla storia del Cesena, tra cui "L'appassionante viaggio del Cesena Calcio (1940-2010)". Il suo idolo da bambino era Giuliano Bertarelli.

Salvarsi attraverso il bel gioco? Questa sembra essere l’impegnativa, per non dire paradossale, strada imboccata da Massimo Ficcadenti, che però per il momento ha portato la squadra in fondo alla classifica. Diceva Bruno Bolchi, uno che di calcio ne ha masticato tanto, che è facile giocare bene e perdere, mentre è più difficile vincere anche giocando male.
Dopo l’ennesimo ko nei minuti di recupero, sarebbe stato allora più saggio esonerare Ficcadenti e affidarsi magari ad un vecchio marpione, che nel nome della concretezza avrebbe iniziato a racimolare punti? Molti tifosi, che – diciamocelo – pregiudizialmente non hanno mai amato Ficcadenti già dal suo arrivo, avrebbero salutato con piacere un avvicendamento in panchina. L’unico punto raccolto nelle ultime sei gare ha oggettivamente rafforzato le loro posizioni, ma piaccia o no il presidente Campedelli ha confermato il tecnico marchigiano senza “nessuna scadenza temporale”. Avanti dunque con Ficcadenti che, a meno di disfatte eclatanti, difficilmente potrà essere cambiato nel corso della prossima settimana in cui il Cesena è atteso da tre gare ravvicinate, una ogni tre giorni (Juve, Lazio, Fiorentina).
Ritorniamo allora alla domanda iniziale. È possibile salvarsi attraverso il bel gioco? Partiamo dal dato di fatto, che non deve sorprendere o scandalizzare nessuno, secondo cui sulla carta non ci sono tre squadre tecnicamente inferiori al Cesena, che come neopromessa ha tanti giocatori ancora inesperti, molti (troppi?) stranieri e alcune scommesse. Questo non significa che i bianconeri sono già condannati alla retrocessione, per lo stesso motivo per cui negli ultimi due anni si sono vinti altrettanti campionati pur non essendo la squadra più forte del campionato.
Come colmare allora la differenza tecnica rispetto alle dirette concorrenti? Ficcadenti ha già dimostrato di potersela giocare alla pari contro squadre ben più quotate, in fondo su nove gare solo una e un quarto ha visto il Cesena in grosse difficoltà (con l’Udinese e nel finale con il Napoli). Non è purtroppo stato sufficiente per fare punti. Chi osserva dall’esterno ha l’impressione che, sia in partita che in allenamento, la squadra non sia sufficientemente motivata e all’occorrenza strigliata dal proprio allenatore, al quale si chiede anche di essere più reattivo nel rivoltare le gare con i cambi.
A molti piacerebbe che Ficcadenti “spaccasse la panchina” come materialmente fece quella volta Maciste Bolchi, che però nel 1983 non riuscì neppure lui a salvare il Cesena dalla serie B. Ci riuscì invece il primo Marcello Lippi nel 1990, che fece vedere pure un calcio di buona fattura e si salvò a 11 a minuti dalla fine del campionato. A Ficcadenti andrebbe bene anche nei fatidici minuti di recupero.