LA LAVAGNA - Cumuli...
Sulla carta è un buon punto quello ottenuto contro il Perugia. Gli umbri sono la squadra più in forma del momento ed erano reduci da 5 vittorie consecutive. Per come è maturato il risultato, gli ultimi 20' di gara cancellano quanto di buono fatto nei primi 70'.
Nel primo tempo gli ospiti partono premendo forte sull’acceleratore e ben presto sono padroni del campo. Il Cesena impiega almeno un quarto d’ora per prendere le misure e di lì in avanti comincia a creare qualche occasione sfruttando la dinamicità di Dalmonte e gli inserimenti di Kupisz. L’inizio di ripresa non fa che accentuare tutto questo e, nel momento in cui Schiavone sblocca il risultato, i bianconeri hanno del tutto in mano le redini del gioco.
Tutto ciò è incoraggiante, specialmente in vista delle prossime due partite contro Novara e Virtus Entella contro cui ci si giocherà la salvezza a fine stagione. È la miglior partita del Cavalluccio dalla ripresa del campionato a gennaio, molto più convincente delle vittorie ottenute contro Ternana e Spezia.
Poi, immancabile, l’episodio che fa crollare il castello di carte: un errore in disimpegno innesca il contropiede del Perugia e Bonaiuto si trova da solo al limite dell’area, senza che nessuno vada a contrastarlo, ha il tempo di mirare l’angolino ed insacca la palla del pareggio. Dopodiché la gara del Cesena si esaurisce nel vuoto più totale.
Avevi la possibilità di scavalcare il Brescia ed il Novara, di tenere il fiato sul collo ad Avellino e Pescara, di non farsi superare dalla Virtus Entella (vittoriosa nel pomeriggio a Cremona). Invece ti ritrovi ancora lì, con le tre squadre in zona retrocessione diretta a tallonarti.
Perché giocare con Esposito titolare quando ormai la sua sostituzione è divenuta una costante con cui bruciarsi un cambio? Perché l’inserimento di Jallow appena rientrato per un Moncini che s’era fatto valere? Perché a suo tempo è stato detto che si intendeva giocare con un esterno di spinta ed uno di contenimento (per non sbilanciarsi) e poi ci si trova con Vita e Kupisz che, con tutta la loro buona volontà, non saltano un uomo neanche per sbaglio? Perché togliere Dalmonte invece di uno di loro due? Perché inserire Cascione che si va a posizionare sulla linea dei difensori invece di provare a riportarsi in vantaggio? Perché chiudere il match con Kupisz che gioca da seconda punta mentre Chiricò e Cacia sono lì in panchina?
Eh, caro Castori, “Poi col tempo forse ti ho perso un po' / ti vedevo in giro a sbatterti / ci lasciavi sempre più scettici / ti guardavo in faccia e non eri tu / Cumuli di errori di Suagher / per riempire il vuoto dentro di noi...”.


