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IL RESTO DEL CARLINO - Cesena, è un anno senza ripresaTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 6 marzo 2012, 16:04Rassegna stampa
di Francesco Satanassi
per Tuttocesena.it
fonte il resto del carlino

IL RESTO DEL CARLINO - Cesena, è un anno senza ripresa

IL CESENA, classifica alla mano, è desolatamente ultimo. Scartabellando nei numeri e nelle statistiche della Serie A, però, emerge un dato che sottolinea, nel caso ce ne fosse bisogno, l’incapacità dei bianconeri di stare con la testa in partita per tutti i 90 minuti.

SEMBRERÀ STRANO, visto il canyon che separa i bianconeri dalle concorrenti, ma all’intervallo il Cesena sarebbe in piena lotta salvezza, al terzultimo posto addirittura a pari punti con Cagliari e Atalanta (al netto dei sei punti di penalizzazione). La classifica relativa soltanto al primo tempo, infatti, vede i bianconeri veleggiare a quota 24 punti, otto in più di quelli attuali, davanti a Lecce (23 punti) e Novara (appena 12) e con il Bologna avanti solo di un punto. Rispetto alla classifica odierna, insomma, un Paradiso. In sostanza il Cesena crolla, fisicamente e psicologicamente, con il passare dei minuti e mai in questa stagione ha chiuso la partita in forcing. Ha dell’incredibile, poi, quello che è successo nelle due partite giocate dai bianconeri contro la Lazio: in entrambe le occasioni un Cesena in vantaggio all’intervallo ha finito per perdere la gara (sulla sconfitta dell’Olimpico, in vantaggio di due reti e in superiorità numerica, sono stati spesi fiumi di inchiostro).

FOSSE FINITA qua si potrebbe pensare a una coincidenza, anche considerando che è abbastanza normale che il primo tempo finisca spesso 0 a 0 e poi nella ripresa arrivino i gol decisivi. E il problema sta proprio qui: il Cesena nel secondo tempo segna pochissimo ma incassa con grande generosità. Delle 16 reti segnate finora dai bianconeri (una miseria) appena 6 sono arrivate nella ripresa (il 38%). C’è da dire che, a parte un paio a risultato negativo acquisito, sono state reti pesanti: il goal della vittoria a Bologna di Parolo, la doppietta di Mutu contro il Genoa e la zuccata ancora del rumeno a Palermo. Passando invece alle reti subite, ben 25 sulle 40 totali sono arrivate dopo l’intervallo e quasi sempre sono costate caro in termini di classifica.

IL DATO poi diventa ancora più decisivo se si aggiunge che i bianconeri non hanno praticamente mai avuto la forza per recuperare con profitto quando sono andati sotto (solo contro il Cagliari il Cesena ha raddrizzato uno svantaggio riuscendo a portare a casa dei punti a fine partita). Che il Cesena non sia squadra da battaglia e che molli le partite ben prima della fine è testimoniato anche da un altro rilievo statistico: nella serie A di quest’anno circa un quarto dei gol è stato siglato nell’ultimo quarto d’ora ma i bianconeri dopo il 75’ sono andati a segno soltanto due volte (Parolo a Bologna e Mutu contro il Genoa). C’è poi un quarto d’ora maledetto per i bianconeri: fra il 60’ e il 75’ gli avversari (o i bianconeri stessi nel caso degli autogol di Rossi con l’Atalanta e di Moras domenica scorsa) hanno trafitto la porta del Cesena in ben 12 occasioni. Impietoso ma doveroso riportare anche il dato relativo alla scorsa stagione: 36 i punti all’intervallo, 43 a fine partita. Al contrario degli sbiaditi bianconeri di quest’anno, quella squadra non mollava mai e costruì la salvezza nel finale di stagione a forza di gol nella ripresa e di rimonte incredibili come quella di Palermo o quella in casa contro la Juventus. Che quel Cesena fosse di un’altra pasta, però, si era capito da tempo.