Serie B: non passa lo straniero
Nelle ultime stagioni l'affluenza di stranieri in Serie B è rimasta pressochè stazionaria. Negli ultimi cinque campionato la percentuale di stranieri è passata gradualmente dal 19% al 23,1% subendo rallentamenti e dietrofront (dal 20,3% del 2008/2009 al 19,1% dell'anno successivo): il numero complessivo di giocatori non italiani, invece, è oscillato fra le 140 e le 153 unità. Al contrario, in Serie A la presenza è andata in grande aumento negli ultimi anni: si passa dal 36,9% del 2007/2008 al 48,5% della scorsa stagione. Quasi la metà dei calciatori presenti nel nostro massimo campionato proviene da un'altra nazione, da un altro continente. E' un fenomeno preoccupante se si getta un'occhiata allo sviluppo dei settori giovanili italiani. Fortuna che c'è la Serie B, campionato rivolto a quei giocatori che non riescono a trovare spazio nel nostro massimo campionato.
Ci si ritrova allora ad avere a che fare con giocatori che hanno soltanto assaporato la Serie A e sono stati buttati nel dimenticatoio troppo alla svelta (il bomber Nando Sforzini del Grosseto e Alessandro Budel e Michele Arcari del Brescia tanto per intenderci) e giovani dal futuro radioso parcheggiati in cadetteria per il poco spazio che c'è nel Paradiso dei grandi (lo scorso anno Immobile e Insigne, nel prossimo campionato Masi, Iemmello e Fischnaller tanto per citarne alcuni). Una gestione più oculata del fenomeno "stranieri" potrebbe portare ad una giusta conciliazione fra i tre mini mondi che si vengono a creare all'interno dell'universo del calcio italiano.
Statistiche alla mano, nella prossima stagione i giocatori stranieri saranno 121, il 21,5% dei calciatori totali della Serie B. Il "clan" più fitto è quello dei brasiliani (18 giocatori fra cui Jonathas del Brescia, Jeda del Novara, Rafael del Verona, Calil del Crotone e Claiton del Varese), seguiti a ruota dai dieci francesi, fra cui spiccano De Maio del Brescia, Malonga del Cesena e Robert Maah del Cittadella. Sul gradino più basso del podio troviamo invece l'Argentina, seguita a poca distanza dall'Uruguay di Ernesto Chevanton. Fra i connazionali di Maradona troviamo invece Gonzalez del Novara e Erpen della Juve Stabia. Le squadre con più stranieri sono Brescia e Verona (12 a testa) mentre il Lanciano ha in rosa il solo Zeytulaev e la Ternana il solo Dianda. Con soli due stranieri troviamo Sassuolo (Laribi e Valeri), Spezia (Enow e Mario Rui), Ascoli (Papa Waigo e Faisca) e Pro Vercelli (Espinal e Miranda).
Come mai la Serie A ha così tanti "forestieri"? Perchè la Serie B, invece, ne è così povera? La cadetteria sta diventando una "succursale" delle impazienti squadre di A? Ben venga lo straniero, sia chiaro, ma attenzione a non sottovalutare il sempre pur caro e cristallino talento "made in Italy", un parco giocatori che ha un disperato bisogno di mettersi in mostra.


