Una dignità da riconquistare a piccoli passi
Ci eravamo lasciato con la Roma, nell’ultima gara ufficiale di questo 2012, ci ritroviamo con la neopromossa (in B) Pro Vercelli. Il salto in termini di scudetti è evidente, quello relativo alla difficoltà ed al blasone dell’avversario è invece pesantemente negativo. Eppure quel Cesena non esiste più, nessuno dell’undici titolare dello scorso campionato è rimasto in questa squadra alla prima uscita stagionale. Via tutti i fighetti, via amichevoli di lusso. Una estate fa si giocava contro avversari di serie A come Brescia, di Premier League come QPR: quest’anno per vedere la squadra seriamente all’opera è necessario attendere il secondo turno di Coppa Italia. Va bene così, questo è il calcio che ci piace.
Il Cesena passa il turno grazie a Lapadula e Graffiedi e con un po’ di fortuna.
Innanzitutto per essere una squadra completamente rifondata (in campo ci sono solo Ravaglia e Benalouane, due riserve della passata stagione) il Cesena sembra già a buon punto. Meno leziosa di un anno fa, più propensa a cercare le cose semplici ed il gol. Volendo mantenere il parallelismo con la squadra di Giampaolo, si potrebbe evidenziare la doppia personalità bianconera: in palla in avanti, in difficoltà dietro.
La difesa sconta le assenze di Favalli e del partente Caldirola (che quindi non fa testo); a destra fino a che non si daranno via Comotto e Ceccarelli non arriverà un altro terzino (ma alla fine Comotto rimarrà) gioca Bamonte, che però si fa male dopo soli 17′ e si fa sostituire in quel ruolo da Tabanelli. A sinistra Rossi (per fortuna non Marco) sostituisce Favalli, mentre il vero problema è al centro: Brandao a corto di ritmo partita è un buco continuo, mentre Benalouane… è sempre Benalouane: attento ed insuperabile per 85 minuti su 90, mentre negli altri 5 ti puoi aspettare di tutto. Non a caso la Pro Vercelli in chiusura di secondo tempo avrebbe anche la palla del possibile 1-2, ma è bravo Ravaglia a chiudere la porta. Quello stesso Ravaglia che nei tempi supplementari si lascia sfuggire una punizione dei piemontesi e per poco non causa il loro raddoppio, e che nel finale guarda senza scomporsi la palla stamparsi sul suo palo.
In avanti Succi è ancora in evidente ritardo di condizione (perde spesso palla, si fa anticipare e si muove poco): in compenso Lapadula è un motorino in perenne movimento che sbaglia anche la palla del possibile 2-0 spedendola a botta sicura sul palo. Quando poi ad innescare l’azione di pensa D’Alessandro, allora è uno spettacolo: quest’ultimo è forse quello che ha più impressionato in questa prima uscita. Benino Graffiedi autore del gol vittoria (anche lui ancora non è al top, come del resto è giusto che sia), mentre Gessa si fa apprezzare sulla corsia esterna e Iori è già salito in cabina di regia.
Per essere la prima uscita, contro un avversario di categoria, c’è da essere (moderatamente soddisfatti). A pensarci bene poi era dallo scorso gennaio, contro il Novara, che il Cesena non vinceva una gara ufficiale. E la dignità perduta nell’ultimo campionato si riconquista così, a piccoli passi.
Avanti Bianconeri
Bronx Vigne 1989 Cesena


