IL RESTO DEL CARLINO. Affiatamento e niente star la ricetta per preparare il riscatto
Se l’intenzione della rivoluzione nella rosa voluta da Igor Campedelli era creare un gruppo con valori e spirito diverso da quello dello scorso campionato, allora si può dire che fin qui il presidente bianconero pare esserci riuscito. A prima vista, infatti, Iori e compagni sembrano aver poco a che spartire con gran parte dell'accozzaglia che un anno fa ha prodotto la retrocessione in B.
A dare positiva linfa a queste prime buone sensazioni ci pensa anche chi, per due settimane, ha vissuto al fianco dei bianconeri all'agriturismo Al Colle di via Monticino, a due passi da Diegaro. Francesco Gherardi, il titolare dell'attività, ha ospitato la comitiva di Nicola Campedelli e ammette di essere rimasto ben impressionato. «Ho visto un gruppo molto unito - spiega -, tra loro i giocatori si parlavano tutti, scherzavano, non c'erano attriti. Da tifoso bianconero, sono molto fiducioso per la stagione e ringrazio il Cesena per aver scelto la nostra struttura come base per il ritiro. Quindi spero di rivederli l'anno prossimo, vorrebbe dire che abbiamo portato bene».
Gli aneddoti relativi alle giornate trascorse "Al Colle" sono tanti: «La sera molti giocatori, soprattutto i più giovani - racconta Gherardi - si sedevano sulla terrazza adiacente la sala da pranzo, e ascoltavano il portiere Belardi, che raccontava i suoi trascorsi nella Juventus: erano tutti molto presi e gli facevano diverse domande. Chiedevano come era stato ritrovarsi in B dopo Calciopoli avendo in sguadra tanti big e com’è allenarsi con campioni del calibro di Del Piero e Buffon».
L'impressione generale è quella di un gruppo che, pur nato inevitabilmente da poco, ha gia regole e personalità da farsi rispettare: «In rosa ci sono calciatori molto giovani, magari un po' troppo estrosi caratterialmente: i più esperti, come Succi e Iori, gli hanno fatto spesso capire come comportarsi, in maniera amichevole, ma decisa». Nei momenti liberi, la competizione fuori dal campo in ritiro si è sfogata giocando a carte: «Il gioco più gettonato tra i bianconeri è stato il burraco». Tutto in un clima disteso e rilassato: «E di disponibilità da parte dello staff tecnico e dei giocatori: quando sono spuntati dei ragazzini, tifosi bianconeri, a chiedere gli autografi sono stati subito accontentati. I più gettonati in questo senso sono stati Succi, Iori e Ravaglia». Poi gli scherzi e le prese in giro, un contorno che non guasta: «A tavola molti insistevano con Malonga dicendogli che non sa parlare bene in italiano. Ma in realtà Mimmo lo parla benissimo». Quello che sta nascendo sembra molto più simile al vero Cesena.


