IL BIANCONERO. "... saremo affamati"
Mister Campedelli cosa signifca per lei allenare il Cesena?
È innanzi tutto una forte emozione, per me si tratta di una grandissima opportunità: certo la responsabilità la sento, so bene che è difficile essere profeti in patria ma sono pronto per mettermi alla prova. Ho sempre pensato al brivido che mi fa stare qua e per il resto bisogna combattere, come in tutte le cose della vita, ci sono le difficoltà e soprattutto ci sono le gioie: io voglio pensare a quelle.
Quanto tempo ci hai messo ad accettare l'incarico?
Non ho pensato a niente, per me è stata una decisione istantanea.
Quale accoglienza si aspetta dal pubblico e dai tifosi per la prima di campionato contro il Sassuolo?
Mi aspetto il solito appoggio e sostegno che il pubblico di Cesena ha sempre dato ai propri giocatori. Poi ovviamente noi dovremo essere bravi a far capire che siamo un gruppo che vuole dare tutto, se saremo in grado di trasmettere alla gente che la nostra mentalità è questa, l'apporto dal pubblico cesenate non verrà mai a meno come è sempre stato negli anni del resto.
Come è cambiata dal punto di vista umano dopo il grave infortunio che l'ha costretta a lasciare calcio giocato?
Ho passato due anni davvero brutti, perché oltre ad essere infortunato avevo poche indicazioni sul recupero, il mio era un infortunio raro senza casistica, in cui spesso vivevo di incognite e allo stesso tempo ero un giocatore del Cesena. Di quel periodo resta sicuramente l'amarezza di aver dovuto abbandonare il calcio che era la cosa che più amavo fare e di aver spezzato il sogno di giocare nel Cesena. Sono stati anni duri ma ho una famiglia magnifica che mi ha aiutato e poi appena ho deciso dì smettere fare subito l'allenatore e rimanere nell'ambiente mi ha dato una grande carica e credetemi fare l'allenatore occupa gran parte della mia giornata.
Essere un allenatore giovane che spesso si trova ad allenare coetanei ha più vantaggi o svantaggi?
Nella mia prima esperienza a Cesenatico mi sono trovato ad allenare anche persone con 5-6 anni in più di me ma non è mai stato un problema, io credo nelle persone e nelle idee, poi dopo bisogna riuscire a far si che siano tutti coinvolti, sia a Cesenatico che a Bellaria ho sempre cercato di coinvolgere tutti sia fuori dal campo con le regole sia in campo con il lavoro ma ripeto credo nel confronto faccia a faccia, nelle esperienze e non conta l'età.
Cosa promette ai tifosi del Cesena?
Noi dobbiamo fare di tutto, all'inizio quando mi sono presentato ho chiesto dei giocatori bravi e affamati, sono due componenti imprescindibili che ho chiesto e soprattutto essere affamati significa pensare ogni istante al Cesena, è questo quello che mi sento di promettere da parte dello staff ma anche dalla squadra.


