IL RESTO DEL CARLINO. L'ex Beretta: "La rivoluzione era giusto farla ora"
Non resterà nella storia del Cesena come un allenatore di successo, ma in simpatia e disponibilità vince facile. Mario Beretta ha retto per quattro mesi nello scorso campionato quella accozzaglia di giocatori che si è trascinata tristemente in B. Non ha potuto in alcun modo evitarla, quella retrocessione, e ora almeno spera che il Cesena sappia riscattarsi e magari tornare subito in serie A.
«Lo auguro di cuore. A Cesena sono stato bene nonostante la situazione fosse molto complicata. Ho sempre sentito l'affetto di tutti e ho instaurato un ottimo rapporto con società, tifosi e stampa. Cesena è un posto meraviglioso per fare calcio. Accettai quella sfida sapendo di avere poche chance e lo rifarei. Questo per me non è un mestiere, è una passione, l'importante è allenare, non guardo se mi posso rovinare l'immagine accettando una mission impossible».
Guardiamo avanti, come vede il nuovo Cesena?
«Bene, è stata costruita una buonissima squadra e potrebbe arrivare ancora qualcuno durante gli ultimi giorni di mercato. Il Cesena può competere per un ruolo importante anche se la serie B è difficile ed è impossibile dire oggi come andrà il campionato. Mi pare che sia rimasto il solo Ravaglia, si è aperto un ciclo nuovo e con un allenatore giovane. Era il momento giusto per farlo».
Antonioli lei lo avrebbe tenuto?
«Ma ha smesso? Sarebbe un peccato, è un giocatore ancora integro con tanto da dare. Sul piano tecnico lo reputo il miglior portiere in Italia».
Qualche giudizio sui singoli?
«Ho allenato Rossi al Siena, veniva dalla Primavera della Juve e giocò in serie A con grande personalità. Ho allenato Succi al Chievo, è un lusso per la cadetteria, e lori era una giovane promessa quando ero al Varese: già allora mostrava qualità importanti. Sono felice che siano arrivati al Cesena, sono ottimi ragazzi, importanti anche nello spogliatoio e troveranno l'ambiente giusto per le loro caratteristiche».
Sarà un torneo equilibrato senza gli squadroni blasonati di altre annate?
«Da anni in serie B c'erano due o tre squamolto importanti, stavolta non mi pare. Non sarà comunque facile, ho visto bene nell'anticipo Modena e Verona e attenzione al Sassuolo, la prima avversaria bianconera: hanno detto che intendono ridimensionare, ma hanno mantenuto l'organico. Bene anche Spezia, Juve Stabia e, come detto, il Cesena. Non sarà facile per nessuno giocare al Manuzzi, lo stadio più bello di tutti, con la gente che ti sta addosso e non molla mai. Ho letto che sono già oltre settemila gli abbonati, in pochi li hanno in serie B».


