IL RESTO DEL CARLINO. Ecco Morero, argentino di origini riminesi
I suoi nonni materni sono di Gemmano, il minuscolo comune sulle colline riminesi. Chissà se quel briciolo di dna romagnolo già presente dalla nascita nel sangue di Santiago Morero lo aiuterà ad ambientarsi in fretta nella nuova realtà cesenate. Quello che più preme però ai tifosi del Cavalluccio è che l'argentino si ambienti immediatamente nella sin qui disastrosa difesa di Nicola Campedelli. «Non mi piace prendere gol - dice il centrale -, ora dobbiamo smettere di incassare reti. E se ce la facciamo vedrete che risaliremo in classifica: perché per me col potenziale che questa squadra ha almeno un gol a partita lo faremo quasi sempre». Eccolo il volto nuovo dell'ultimo giorno di mercato: un difensore centrale argentino col passaporto italiano che arriva in prestito dal Chievo.
Come mai ha giocato solo 9 gare l'anno scorso nel Chievo?
«Ero partito bene, poi dopo una decina di partite ho rimediato uno stiramento e sono rimasto fuori tre settimane. In seguito ho avuto un diverbio con mister Di Carlo e da quel momento sono finito ai margini. Quando in estate ho visto i dirigenti ho detto che volevo cambiare squadra».
Fisicamente però è pronto?
«Sì, ho fatto il ritiro senza saltare un allenamento».
L'ha cercata qualche altra squadra?
«Il Pescara, poi quando è sbucato il Cesena sono stato contentissimo. Ho visto da avversario com'è il 'Manuzzi' e so il clima che si respira qui: ricorda un po' gli stadi argentini».
Qual è la sua situazione contrattuale?
«Avevo rinnovato col Chievo fino al 2014 perché ero in scadenza e si è scelta la formula del prestito per il passaggio al Cesena, dove ho ritrovato Iori. A Verona non giocò molto perché il Chievo è una squadra che cambia poco i giocatori, ma mi è bastato per capire che è uno dei pochi registi che in B possono fare la differenza».
Arriva da quattro anni di A. Pensa di adattarsi alla B?
«Non ci ho mai giocato, ma l'ho sempre seguita».
A quale suo collega si ispira?
«Da argentino, ho sempre ammirato Samuel. Del resto giochiamo nello stesso ruolo».
Morero è meglio nella difesa a tre o quattro?
«Ho quasi sempre giocato a quattro, ma mi adatto. Comunque mi piace stare sull'uomo, sono un marcatore, e mi piace comandare la difesa».
Il Cesena ha preso 6 gol nelle prime due giornate e domenica mancherà Caldirola. Lo sa che da lei ci si aspetta tanto?
«E' bello che la gente si aspetti molto da me. Ho visto la partita a Vicenza e voglio rivedere la squadra del secondo tempo, che avrebbe meritato il pareggio. Io sono un lavoratore e sono contento di essere al servizio del Cesena».


