IL GIORNALE DI VICENZA - Aggressione di alcuni ultras vicentini a tifosi romagnoli
Una trentina di ultras del Vicenza, tutti con bottiglie e lattine di birra in mano che aspettano le auto dei tifosi del Cesena. Segue lancio delle bottiglie, scarpate alle auto, un parabrezza in frantumi, inseguimenti e un papà con due figli piccoli che scappa terrorizzato dentro una pizzeria fra i cocci di vetro che gli volano intorno. «Una violenza inaudita, mio figlio piccolo piangeva» racconta adesso. Ma soprattutto si chiede se non si poteva fare qualcosa di più per impedire quei minuti di follia sabato sera prima della partita poco dopo le 20 davanti alla pizzeria Al Picchio d'oro di via Trissino. A due passi dallo stadio.
Polizia e carabinieri sono arrivati qualche minuto dopo, a dire il vero, avvisati di quel parapiglia. Ma era troppo tardi: c'erano solo i pezzi di vetro per terra. Nessun verbale, nessuna denuncia: tutti spariti. Resta il racconto di quel padre di 51 anni di Vicenza che voleva solo portare i suoi due figli di 8 e 5 anni a prendere le pizze, come fa al sabato sera. «Ho visto subito che c'era un gruppetto di persone, forse una trentina, dall'altra parte della strada, dove c'è un kebab. Avevano bottiglie e lattine di birra in mano. Sembravano stessero aspettando qualcuno». E infatti poco dopo sente un urlo: «Eccoli!». E scatta l'assalto: arrivano alcune auto, forse tre dallo stadio in direzione cavalcavia di viale della Pace. E gli ultras si piazzano in mezzo alla strada: «Hanno bloccato la prima auto - racconta -, colpita a calci, le hanno lanciato contro bottiglie e lattine, mezzo parabrezza si è frantumato. Il guidatore ha accelerato ed è riuscito a scappare. E quasi travolgono me e i miei figli». Non è finita: qualcuno scappa a piedi verso il cavalcavia, lo inseguono, intanto volano altre bottiglie, colpiscono alcune macchine parcheggiate: «Ci hanno sfiorato, se ci prendono in testa ci ammazzano. Ho trascinato i bambini dentro la pizzeria, il più piccolo piangeva. Intanto gli ultras se ne sono andati verso lo stadio. Dopo una decina di minuti sono arrivati polizia e dei carabinieri, ma era troppo tardi». Adesso, superata la paura, resta la rabbia: «Ho letto di quell'ordinanza che vieta di vendere alcolici intorno allo stadio - dice -. Ora mi domando: perché non c'era nessuno a controllare? Perché così vicino al campo non c'erano forze dell'ordine?». Non sembrano domande sbagliate: se volano birre e botte a 200 metri dal Menti poco prima di una partita, qualcosa forse è mancata.


