Europa League, i precedenti delle italiane
Manchester City-Juventus
Gli anni Settanta sono il teatro degli unici due confronti tra il Manchester City e il calcio italiano, con un bilancio di parità per quanto riguarda le qualificazioni. Nel 1976, al primo turno di Coppa Uefa, l’avversario è proprio la Juventus di Trapattoni. In Inghilterra i Citizens si impongono di misura con la rete di Brian Kidd, centravanti ex Man Utd e Arsenal, che chiuderà la carriera negli Usa e che adesso è assistente di Roberto Mancini. Al ritorno, però, prima Scirea e poi Boninsegna ribaltano la situazione e fanno partire la cavalcata trionfale dei bianconeri, conclusasi con la doppia finale vittoriosa contro l’Athletic Bilbao che darà loro il primo alloro internazionale. Due anni dopo tocca invece al Milan, futuro campione d’Italia, incrociare i tacchetti con gli inglesi. E ai rossoneri andrà male, a partire dal 2-2 di San Siro. Bigon li illude con una doppietta, ma ancora Kidd e il terzino sinistro Paul Power pareggiano i conti. Il ritorno è senza storia. Apre il centrale di difesa Tommy Booth, raddoppia lo scozzese Asa Hartford e chiude nuovamente Brian Kidd.
Palermo-Losanna
Tradizione fortemente negativa per il Losanna, contro le squadre del nostro campionato. Nel 1968 incrocia la Juventus al primo turno di Coppa delle Fiere e cede il passo con un doppio 2-0. In Svizzera vanno a segno Zigoni (padre dell’attuale giovane attaccante genoano) e Leoncini, mentre al Comunale ci pensano Benetti e Del Sol. Nel 1998 sempre al primo turno, ma dell’ultima edizione della Coppa delle Coppe, si arrende alla Lazio solo dopo due pareggi. All’Olimpico il brasiliano Douglas replica a Nedved, e anche in Svizzera i capitolini vanno sempre in vantaggio, prima con Salas e poi con Sergio Conçeicao, venendo raggiunti ancora da Douglas e dall’ex nazionale svedese Rehn. Sarà il primo, faticoso, passo dei biancocelesti verso la conquista del loro primo titolo europeo. Per il Palermo sarà invece una prima assoluta contro una formazione elvetica.
Sampdoria-Debrecen
Essendo arrivato sul palcoscenico europeo da poco tempo (questa è la nona partecipazione) il Debrecen ha un solo, recentissimo, precedente contro squadre italiane. Si tratta della Fiorentina, assieme alla quale l’anno scorso ha disputato il girone di Champions League regalando spettacolo nelle due gare giocate. All’andata, in Ungheria, i viola si sono imposti per 4-3 con doppietta di Mutu e sigilli di Gilardino e Santana. Per gli ungheresi, mai domi, reti di Czvitkovics, dell’attuale genoano Rudolf e del francese Coulibaly, ancora in rosa. Gli ultimi due sono andati a segno anche nel 5-2 del Franchi, ad arginare parzialmente le reti di Mutu, Dainelli, Montolivo, Marchionni e Gilardino. Il Debrecen chiuderà il girone all’ultimo posto, mentre la Fiorentina avanzerà agli ottavi come prima classificata. Non sarà invece una novità la trasferta in terra magiara per la Sampdoria, che già due volte ha avuto a che fare con squadre del Paese ex leader del calcio mitteleuropeo. La prima proprio all’esordio internazionale, nel 1962 in Coppa Delle Fiere. Finì male, con l’eliminazione al secondo turno per mano del Ferencvaros, nonostante la vittoria di misura dell’andata grazie al brasiliano Da Silva. A Budapest arrivò un clamoroso 6-0 e la fine dei sogni. Decisamente meglio agli ottavi di finale di Coppa dei Campioni del 1991-92. I blucerchiati, campioni d’Italia, eliminano la Honved ribaltando il 2-1 subito all’andata col 3-1 di Marassi. Alla fine risulta decisiva la rete di Cerezo a Budapest, mentre al ritorno Lombardo e Vialli (doppietta) sembrano chiudere i giochi già nel primo tempo, prima dell’autogol di Pari che rianima l’ultima mezzora. Gli uomini di Boskov, comunque, passano alla fase a gironi e da lì alla sfortunata finale persa col Barcellona.
Steaua Bucarest-Napoli
Delle quattro avversarie di stasera la Steaua Bucarest è di certo quella con la maggiore esperienza internazionale e dunque quella che più volte si è trovata di fronte le nostre formazioni. Su 7 confronti, però, i romeni hanno sorriso una sola volta, nel girone di Coppa Uefa dell’autunno del 2005. Pur pareggiando a reti bianche in casa contro la Sampdoria, infatti, chiudono il girone al comando mentre i blucerchiati, quarti, abbandonano il campo. Il precedente più significativo è comunque di sicuro la finale di Coppa dei Campioni del 1989. A Barcellona il Milan di Sacchi, e soprattutto degli olandesi, è una furia. 4-0 con doppiette di Van Basten e Gullit che regalano ai rossoneri la prima affermazione internazionale dell’era Berlusconi. Sempre a livello di massima competizione continentale, anche la Juventus vanta un precedente beneaugurante. Nel girone di Champions League del 1995, infatti, i bianconeri vincono per 3-0 al Delle Alpi e si accontentano di uno 0-0 al ritorno. Buon viatico per iniziare la cavalcata che li porterà al trionfo di Roma sull’Ajax. Tradizione negativa anche per il Napoli, contro squadre rumene. Tradizione che in realtà si limita all’unico confronto col Rapid Bucarest della Coppa Uefa 1971-72. Vittoria per 1-0 al San Paolo, grazie ad un autogol di Nicolae Lupescu, e ribaltone al ritorno per le reti di Dimitru ed Ene.


