2-0: Terry-Anelka, rapsodia in Blues. Frittata OM
FORMAZIONI – Tridenti speculari per Carlo Ancelotti e Didier Deschamps. Il condottiero italiano dei Blues per sfondare la linea Maginot si affida a Kakuta, Anelka e il guizzante Malouda; in mezzo la saggezza frangiflutti dello sprinter d’ebano Essien, coadiuvato da Mikel e Zhirkov; a protezione di Cech, la muraglia di Londra Ovest: Ivanovic, i centraloni collaudati Terry e Alex e il razzente Ashley Cole a chiudere a tribordo. Dedé Deschamps confina in panca gli estri di Valbuena, schierando una formazione senza cineserie: Mandanda a difesa dei pali, quartetto arretrato con Kaboré, Diawara e Mbia e il viso pallido argentino Heinze; terra di mezzo occupata da Lucho Gonzalez, Cissé e Benoit Cheyrou dietro la linea di fuoco Remy-Brandao-Gignac, che privilegia la velocità (vedi le due ali) alla forza.
TERRY BRUCIATA: AL 7’ E’ GIA’ 1-0 - L’OM ha quel terrificante zero in classifica nel gruppo F da cui schiodarsi e Lucho Gonzalez è il primo ad abbozzare un tentativo d’assalto, che al 3’ si spegne nel corridoio a lato della trincea britannica. Pochi minuti di sfogo e la musica cambia colore. S’impone il blue targato Chelsea, e a cambiare subito testina al giradischi della partita è il capitano di lungo corso John Terry: su un angolo provocato da un sinistraccio di Malouda deviato da Mandanda, il cornificatore più famoso della storia del football infila l’esterno sinistro sottomisura sul primo palo, trasformando in manicaretto lo spiovente-cabaret di Kakuta. Lo stordimento del clan dei marsigliesi è tale che ogni volta che Malouda capta la sfera, sono dolori: al 14’, dopo aver gabbato Kaboré e Diawara con una battuta di dribbling, il proiettile della Caienna spara alto di destro. Il quarto d’ora terribile si chiude con una presa a terra del portiere francese sul diagonale di Anelka, ben servito da Zhrikov.
DEDE’ A VUOTO, ANELKA DI RIGORE - L’avvio dell’ipotetica riscossa, da parte dello spaesato undici in maglia bianca, si sostanzia in un placido crossettino dalla sinistra di Gignac (17’) e in un missile terra-aria di Cheyrou (19’) che rischia di mozzare la testa all’ultimo tifoso della gradinata dietro Cech. Che al 24’ subisce il classico fallo di confusione su azione da calcio d’angolo, e due minuti più tardi osserva il destro di Benoit-gatto-di-marmo-in-attesa-di-artigli spegnersi oltre la ionosfera. Al 27’ Mbia decide di giocare a volley su un pallone alzato da Alex: De Bleeckere indica il dischetto, Anelka firma l’inatteso regalo del raddoppio. Che non uccide i transalpini, ma poco ci manca: solo sterili avanzamenti di truppe, mentre dall’altra parte Essien e Mikel controllano le operazioni. Al 37’ Cheyrou protesta per un mani di Alex, ma in recupero è Malouda a mordersi le mani per non essere riuscito ad aggiustare la mira su assist del solito Essien.
RIPRESA AL PALO – Heinze si fa vivo sotto porta dopo soli quattro giri di lancette dalla pausa, ma la facile presa di Cech sulla sua demi-volée – ultimo passaggio di Cissé – è il chiaro presagio di un’inerzia riluttante a cambiare fronte. I soldatini di Deschamps mulinano le gambe a testa bassa, non adeguatamente supportati dagli avants che giocano a ettometri di distanza gli uni dagli altri. Carletto da Reggiolo ordina ai suoi di evitare avventure, casomai si aprissero autostrade in contropiede a favore degli ospiti. L’incerottato Cheyrou, dopo l’ennesima sparata a salve, cede la posizione ad Ayew; entra anche la fresca verve di Valbuena per lo sconclusionato Gignac. Risultato? Alex, con una terrificante punizione al 22’, fa tremare il legno alla sinistra di Mandanda. L’altro palo viene battezzato alla mezz’ora dal rigore in movimento di Essien, pescato benissimo dalla new entry Ramirez. Sturridge la fa da vice-Zhirkov intruppandosi a centrocampo, in tempo però per fallire il 3-0 – servitogli da Cole - da due centimetri; il ronzante Valbuena va vicino a pungere al 40’ con un destro a giro parato dal guardiano dal caschetto, e il suo Marsiglia rimane invischiato dalla carta moschicida in salsa cockney. Il sigillo alla partita potrebbe metterlo l’Mvp Essien, ma il palo sinistro dice no al piede omologo.
Chelsea – Olympique Marseille 2-0 (2-0)
CHELSEA (4-3-3): Cech; Ivanovic, Terry, Alex, A. Cole; Essien, Mikel (43’ st McEachran), Zhirkov (28’ st Sturridge); Kakuta (17’ st Ramires), Anelka, Malouda. In panchina: Turnbull, Bruma, Van Anholt, Paulo Ferreira. All. Ancelotti.
MARSIGLIA (4-3-3): Mandanda; Kaboré, Diawara, Mbia, Heinze; Lucho Gonzalez, E. Cissé, Be. Cheyrou (14’ st Ayew); Remy, Brandao, Gignac (14’ st Valbuena). In panchina: Andrade, Hilton, Taiwo, Cesar Azpilicueta, Abriel. All. Deschamps.
Arbitro: De Bleeckere (Belgio).
MARCATORI: nel pt 7’ Terry (C), 28’ rig. Anelka (C).
NOTE: ammoniti Mbia (fallo di mano volontario), Heinze (proteste), Mikel (comportamento antiregolamentare); corner 2-2; recupero 1’ pt, 2’ st.


