Inter, serigrafia nella mente. Campioni d'Europa, partendo dal mercato
Quarantacinque anni. Tanto è durata l'attesa del tifoso interista, ricordando quel gol di Jair al 42' del primo tempo, il 27 aprile 1965. Molti che oggi erano davanti alla televisione non erano nemmeno nati, potevano giusto cercare su Youtube quell'Inter-Benfica 1-0, con le immagine dell'epoca da scolpire nella mente, mentre i cugini rossoneri inanellavano una vittoria dietro l'altra.
Questo 2010 è da incorniciare. Una stagione però incominciata male con la sconfitta a Pechino: la Lazio (squadra che poi lotterà per la salvezza) batte i nerazzurri nella Supercoppa, alimentando i dubbi e le domande. L'addio di Ibrahimovic è sale sulle ferite, il rifiuto di Aliaksander Hleb a vestire i colori nerazzurri è un'ulteriore batosta, mentre Sneijder non è convinto di lasciare Madrid nell'era Perez, con Kakà e Cristiano Ronaldo già ingaggiati per una stagione da favola.
La rinnovata ambizione della Juventus pareva potere uccidere l'Inter: Mourinho in difficoltà già nei gironi della Champions, con Rubin Kazan e Dinamo Kiev che rischiano di eliminare Inter e Barcellona. Il gruppo finirà nella maniera più banale possibile, con Barça e nerazzurri ai primi posti. Poi ottavi, quarti e semifinali, con Chelsea, CSKA Mosca e ancora Barcellona. Un percorso stupendo, 5 vittorie e una sconfitta. "La più dolce", dirà Mourinho alla fine della gara del Camp Nou, dove solo uno splendido Piqué era riuscito ad abbattere il muro nerazzurro.
Poi, la finale. Una gara che, come ho ribattezzato più volte tra tv e radio, era la più squilibrata dai tempi di Germania-Brasile del 2002. Avevo detto tre a uno prima dell'inizio del primo tempo, salvo poi rettificare a metà gara, quando asserivo che il Bayern non avrebbe mai segnato. Appunto.
Questa è comunque la vittoria del mercato. Con i 50 milioni dello scambio Ibrahimovic-Eto'o (Zlatan, un soldo per i tuoi pensieri), l'Inter ha acquistato Lucio e Sneijder: due fantastici interpreti dell'impresa di stasera, due giocatori che hanno visto la Champions League per la prima volta nella loro carriera, nonostante due carriere davvero importanti. Sneijder, appunto, che pensava, nel momento di arrivare a Milano: "Non avrei mai pensato di raggiungere la finale". Chissà la vittoria, allora. Poi ci sono Thiago Motta e Milito, due giocatori che Mourinho non avrebbe acquistato, come riferito a fine giugno, quando la coppia venne acquistata dal Genoa. Anche gli Special One sbagliano: un grazie a Milito e poi addio, verso Madrid. In ogni caso, Mou non verrà dimenticato.


