Una 'Pazza' Sampdoria si regala un sogno per 93 minuti. Alla fine, però, passa il Werder
LE FORMAZIONI - Diverse novità di formazione in casa Sampdoria dopo la sconfitta di Brema. L'espulsione di Lucchini rivoluziona la difesa, con Stankevicius che occuperà la corsia di destra, Ziegler quella sinistra e la coppia Volta-Gastaldello al centro. A centrocampo, ancora una volta, Poli non ce la fa e, al fianco di Palombo, c'è Dessena assieme a Semioli. Guberti, come annunciato in settimana, trasloca e si piazza alle spalle di Cassano e Pazzini.
In casa Werder Brema, davanti a Wiese, la solita linea a quattro che vede sugli esterni Fritz e Pasanen, mentre Mertesacker e Prodl presidiano la zona centrale. Tandem di interditori in mezzo al campo formato da Frings e Barfrede, mentre più avanzato è Borowski a formare il trio di trequartisti assieme a Pizarro e Marin. Davanti, unica punta, è il tedesco Wagner.
CHE PAZZO!!! - Servono due gol, senza subirne, alla Sampdoria per ribaltare il risultato della gara d'andata e, per questo motivo, l'avvio di gara è fulmineo. Gli uomini di Di Carlo ingranano subito la quinta, ma si espongono anche all'avversario e rischiano quando Prodl, di testa al quarto minuto, non inquadra la porta da buona posizione. La risposta, però, è immediata: palla in mezzo di Semioli, testa di Cassano e sfera che termina alta, ma non di molto. La replica, dopo un minuto, è subito più fortunata. Questa volta a decentrarsi per il cross è il fantasista barese e, in area, c'è Pazzini che impatta alla perfezione il pallone mettendolo alle spalle di Wiese. 1-0 dopo pochi minuti e la Sampdoria ci crede. L'apoteosi arriva poi dopo soli cinque minuti: cross dalla trequarti di Stankevicius e botta al volo dello stesso Pazzini, pochi metri dentro l'area, che supera ancora una volta Wiese. Ferraris in delirio e Sampdoria che ribalta il risultato in meno di un quarto d'ora. I tedeschi, però, non ci stanno, replicano con Borowski e Wagner, ma non riescono a trovare il bersaglio grosso.
OCCASIONI DA ENTRAMBE LE PARTI - Il primo tempo è giocato a grandi ritmi, con due squadre che certamente non adottano grandi tatticismi e lo spettacolo ne beneficia. Nel finale sempre Pazzini, ancora di testa, sfiora la terza marcatura personale e poi ad imitarlo, ma di piede, è ancora Cassano. I due gioielli blucerchiati sono i più pericolosi alla conclusione, ma è tutta la squadra che ha fornito un primo tempo di altissimo livello. La ripresa inizia senza variazioni nei 22 effettivi in campo, ma è il Werder Brema ad attuare il forcing per accorciare le distanze. Pizarro ci prova di testa, ma Curci è attento e sicruo. Con il passare dei minuti la spinta iniziale cala d'intensità e Schaaf si gioca il tutto per tutto, inserendo Arnautovic per Borowski, con una squadra super offensiva. Di Carlo risponde inserendo Tissone per Guberti, ma il centrale di centrocampo non è fortunato e, dopo pochi minuti, deve lasciare il campo per infortunio sostituito da Mannini.
GEMMA DI CASSANO - I tedeschi non riescono a trovare la via del gol che gli ridarebbe la qualificazione, la Sampdoria continua la prova quasi perfetta e, a coronamento dell'ottimo match, arriva anche il 3-0: pallone basso messo dentro dalla destra e invenzione di Cassano che calcia in porta di tacco. Wiese tocca in qualche modo, ma l'effetto del pallone è quello giusto e la sfera rotola in rete. Marassi è ai piedi di Fantantonio che, intorno al novantesimo, lascia il campo per un colpo che, però, non dovrebbe essere nulla di grave.
ROSENBERG ROMPE IL SOGNO - Sembra fatta, ma purtroppo per i colori italiani non sarà così. Al terzo minuto di recupero, infatti, Rosenberg fa tutto da solo e con un rasoterra preciso e potente da fuori area supera Curci realizzando il 3-1 che vuol dire supplementari. E' una mazzata fisica e morale per la Sampdoria che, privata di alcuni dei suoi migliori uomini, non riuscirà a recuperare.
MARIN E PIZARRO AFFOSSANO LA DORIA - Che il sogno della Sampdoria sia vicino a svanire si vede dai primissimi minuti dei supplementari. Al terzo Marin si mette in proprio e, con una grande giocata, arriva alla conclusione che si stampa sulla traversa. Sono le prove generali del gol che arriva al minuto cento: destro dal limite di Pizarro che si insacca alla sinistra di Curci e qualificazione in ghiaccio. Rosenberg prova addirittura a pareggiare i conti, ma Curci ha un sussulto d'orgoglio e gli nega la rete del 3-3. Nei secondi quindici minuti, però, manca la forza di provarci e il Werder ha vita facile ad amministrare. Nel finale Marin coglie il secondo legno di giornata e l'ex interista Arnautovic si divora una rete comunque ininfluente.
TRIPLICE FISCHIO - Ci ha creduto la squadra, ci hanno creduto i tifosi e anche tutti gli sportivi, fino a quel maledetto terzo minuto di recupero. Una partita praticamente perfetta viene rovinata da una piccola sbavatura che viene sfruttata, in maniera mortifera, dai tedeschi. La gara di Marassi è sostanzialmente la fotocopia, al contrario, dell'andata, ma la differenza la fanno i supplementari e i cambi che Di Carlo aveva già effettuato nel finale di gara. Si interrompe il sogno blucerchiato, ha la meglio l'esperienza del Werder, ma è stata comunque una grande Sampdoria.
IL TABELLINO
Sampdoria-Werder Brema 3-2 d.t.s.
Marcatori: 8' e 13' Pazzini (S), 85' Cassano (S), 93' s.t. Rosenberg (W), 100' Pizarro (W)
SAMPDORIA (4-3-1- 2)
Curci; Stankevicius, Volta, Gastaldello, Ziegler; Semioli, Palombo, Dessena; Guberti (66' Tissone, 74' Mannini); Cassano (90' Pozzi), Pazzini.
All.: Domenico Di Carlo
WERDER BREMA (4-2-3-1)
Wiese; Fritz, Mertesacker, Prodl, Pasanen (80' Boenisch); Bargfrede, Frings; Borowski (63' Arnautovic), Pizarro, Marin; Wagner (71' Rosenberg).
All.: Thomas Schaaf
Arbitro: Viktor Kassai
Ammoniti: Prodl (W), Dessena (S), Arnautovic (W), Palombo (S), Pizarro (W)


