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Sampdoria-Werder: le pagelle dei blucerchiatiTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
martedì 24 agosto 2010, 23:21Pagelle
di Simone Fornoni
per Tuttochampions.it

Sampdoria-Werder: le pagelle dei blucerchiati

Non bastano un immenso Pazzini e l'ottima prova generale per gran parte dell'incontro: l'1-3 di Rosenberg scarica le batterie agli undici in campo, che arrivano ai supplementari sulle ginocchia

Curci 6
Tutto fuorché impegnatissimo, è attento sui rari cross dall’out con un qualche senso e blocca bene una testatona di Borowski sul 2-0. Incolpevole sulle micidiali sassate che sbattono la Samp fuori dalla Champions.

Stankevicius 6
Propizia il raddoppio con un calcio di destro perfetto in mezzo a un’area affollata di granatieri in versione mummie. Il forcing del Werder, cominciato abbondantemente dopo l’ubriacatura a suon di colpi di calice di Pazzini, lo vede più contenuto e infine in ambasce, con Marin che lo punta spesso.

Volta 6
Accende la pila scoprendo tempismo e precisione nelle chiusure, qualità che a Brema erano rimaste sepolte sotto la cenere dell’incostanza. Soffre solo verso il finale, quando la capacità di resistenza di tutti è ormai al lumicino.

Gastaldello 6
Sicurezza agli antipodi rispetto allo squalificato Lucchini, che a Brema ne aveva combinate di ogni. Un’ammonizione, non essendo un killer in guanti bianchi, finisce per rimediarla lo stesso. E nello sfortunato ko tra scadere e supplementare non trova rimedio al bubbone.

Ziegler 7
Precisione svizzera da orologiaio provetto, a inserirsi e scambiare con Cassano sull’azione dell’1-0 è proprio lui. Non è dalla mancina che piovono pericoli.

Semioli 7
Con la consueta verve e un plafond atletico che pare inesauribile dà vita a una delle chiavi del trionfo abortito dei suoi, il tandem sulla destra con il lituano dal fermacapelli. Con lo scorrere dei minuti arretra a difendere il risultato, e se accade il patatrac nessuno può fargliene una colpa.

Palombo 6,5
Cagnaccio di centrocampo dedito a un nobilitante lavoro sporco, di contenimento e rara (ma efficace) proposizione. Nel calcio fiorentino sarebbe qualcosa a metà tra uno “sconciatore” e un “datore innanzi”, ma le batterie si scaricano anche per lui.

Dessena 6,5
Meno continuo dello scafato pescione che gli giostra a pochi metri, sa comunque stare in campo. E sul 3-0 ci aveva messo lo zampino: è il suo tiro che Wiese deve salvare prima del tap in di Cassano.

Guberti 6,5
Esterno solido e a getto continuo, tiene in ansia i dirimpettai ogni volta che accelera rendendosi protagonista di una prestazione con più polpa rispetto all’evanescenza di cui talora cade vittima (21’ st Tissone sv: si rompe in un amen; 29’ st Mannini 5,5: entrato per aiutare nelle due fasi, non si rivela l'auspicato l’innesto di energie fresche).

Pazzini 8
Il Pazzo, anzi la “matta” che fa saltare il banco. L’uno-due in avvio, di testa e di volée, stende un Werder che pareva impotente. Il bello è che mantiene gli stessi ritmi da vertigine per tutti i novanta minuti e passa: peccato che, causa il colpaccio di Rosenberg, la partita riservi fatiche supplementari fatali ai blucerchiati.

Cassano 7
Qualità a sprazzi e a spruzzi random, ma se è utile ben venga. La palombella dal vertice sinistro dell’area all’8’ è manna dal cielo per il compagno di reparto. Al 44’ cerca di metterla in diagonale col sinistro, incontrando la scarpona di Wiese. Il sigillo dell’illusorio tris lo premia giustamente (45’ st Pozzi 5: da sostituto apri-passerella a oggetto inanimato del folle finale).


All. Di Carlo 6: dopo le vacche magre della semi-disastrosa campagna tedesca, sembra davvero imbroccarle tutte. La rinuncia alla leziosità di Tissone in mezzo si rivela mossa intelligente, il resto lo fa un gioco di squadra palesemente più maturo. Ma quando Rosenberg spegne la luce, tolto Cassano non ci sono più cavalli vincenti.
 

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