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tmw / championsleague / Storia della Champions
1964-65: Adesso è Grande InterTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 9 dicembre 2010, 09:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta
per Tuttochampions.it

1964-65: Adesso è Grande Inter

Nella primavera del 1964, mentre è impegnata nella rincorsa alla Coppa dei Campioni, l’Inter disputa anche un’appassionante volata in campionato fianco a fianco col Bologna di Fulvio Bernardini. È una sfida dai mille colpi di scena, anche fuori dal campo, ma non è qui che dobbiamo parlarne. Quel che conta è che alla fine, dopo l’unico spareggio scudetto della storia, la spuntano i rossoblu, che dunque accompagnano i milanesi in Coppa. L’esordio è purtroppo sfortunato. Opposti all’Anderlecht, i bolognesi perdono 1-0 in Belgio, salvo rimontare al ritorno con Pascutti e Nielsen. Un gol a un minuto dal termine manda tutti allo spareggio, giocato a Barcellona e terminato 0-0. Si rende dunque necessario l’utilizzo della monetina, che premia i belgi. La squadra di Herrera resta dunque l’unica italiana a cercare di tenere in Italia il trofeo, assediata da avversari vecchi e nuovi. Ci sono i soliti Real Madrid e Benfica, che iniziano goleando gli avversari del preliminare. Ci sono i Rangers, che hanno bisogno dello spareggio per eliminare la Stella Rossa, e c’è l’esordiente Liverpool, tornato campione in patria dopo quasi 20 anni.
Il primo turno passa senza sussulti. L’Inter parte subito a mille rifilando un 6-0 alla Dinamo Bucarest, ma anche tutte le altre non hanno problemi, compresi il Liverpool, che elimina l’insidioso Anderlecht, e i Rangers, che fanno altrettanto col Rapid Vienna.
Decisamente più combattuti i quarti di finale, soprattutto la grande sfida tra Benfica e Real Madrid. I madrileni sono ormai ben lontani dall’essere l’armata invincibile di qualche anno prima e lo confermano perdendo clamorosamente per 5-1 a Lisbona. Eusebio firma due gol e si ripete siglando la rete che spegne le speranze di rimonta del Bernabeu al ritorno. Le Aquile sembrano proprio essere decise a prendersi il ruolo di primi sfidanti dei detentori. Detentori che dal canto loro eliminano i Rangers dopo due battaglie. A Milano la rete di Suarez e la doppietta di Peirò sembrano chiudere i conti, ma lo scozzese Forrest tiene aperta la sfida e sempre lui, al ritorno, segna dopo sette minuti. L’Ibrox Park si trasforma in una bolgia, ma la difesa interista tiene per tutto il resto della gara. In semifinale ci arriva anche il Liverpool, che dopo un doppio 0-0 è costretto allo spareggio dal Colonia. Inglesi avanti di due gol, ma raggiunti sul pareggio già ad inizio ripresa. Ancora una volta è la monetina a decidere chi passa e premia proprio i Reds. Al tavolo dei grandi si siede anche un’assoluta outsider come il Vasas Gyor. Il calcio ungherese non è certo ai livelli di dieci anni prima, ma complice un sorteggio favorevole contro gli olandesi del DWS Amsterdam, per i magiari il cammino può proseguire.
Come prevedibile, però, non va oltre. In semifinale il Benfica non ha riguardi battendolo sia all’andata che al ritorno con due gol a testa di Eusebio e José Torres, capocannonieri del torneo a pari merito. Gli occhi di tutti sono dunque puntati sull’altra sfida, ben più combattuta, tra Inter e Liverpool. L’andata ad Anfield è tutta “rossa”. I padroni di casa dominano il match soprattutto fisicamente, ma per fortuna Mazzola riesce a segnare almeno una rete contro le tre avversarie. A San Siro serve l’impresa e impresa sarà. Decisiva la classica punizione a foglia morta di Corso dopo solo otto minuti, che manda subito in crisi gli inglesi. Passano solo 120 secondi, infatti, e il portiere Lawrence si fa sorprendere da Peirò mentre si appresta al rilancio permettendo allo spagnolo di segnare comodamente a porta vuota e annullare definitivamente lo svantaggio. Sarebbe spareggio, ma a metà ripresa ci pensa Facchetti a mettere la firma sul match, segnando il 3-0 finale dopo un’incursione offensiva delle sue.
La finale, che si gioca proprio a Milano, è dunque di altissimo livello, tra i detentori e la squadra che negli ultimi cinque anni è arrivata per quattro volte all’ultimo atto e che vanta i due cannonieri principi del torneo. Chi si aspetta una grande gara viene però deluso. A rovinare tutto è il maltempo, che trasforma il campo di San Siro in un’autentica piscina. I portoghesi, più tecnici, tentano in tutti i modi di far rinviare la gara, ma la UEFA è irremovibile. Si gioca e a decidere il match è una rete di Jair a fine primo tempo, arrivata grazie anche alla complicità del portiere avversario Costa Pereira, che si lascia sfuggire il suo diagonale apparentemente innocuo. Lo stesso portiere che poi si infortuna, venendo rimpiazzato dal difensore Germano e lasciando i suoi in dieci. Considerato che l’Inter in tutto il torneo ha preso un solo gol in casa appare evidente come la rimonta in inferiorità numerica sia impossibile. Gli uomini di Herrera si preoccupano solo di controllare fino al fischio finale e portano così a casa la seconda Coppa alla quale, stavolta, aggiungeranno anche lo scudetto per un’annata indimenticabile.
 

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