1975-76: Terzo sigillo per la banda del Kaiser
Campioni del mondo con la Germania e d’Europa sia con la nazionale che col club. Ma non campioni di Germania. Nel 1975, stremati dalle campagne europee, i big del Bayern Monaco hanno alzato bandiera bianca in patria chiudendo a metà classifica mentre lo “Schale” andava al Borussia Mönchengladbach. Qualificati di diritto come detentori, i bavaresi iniziano sul velluto contro lo Jeunesse con due gol di un giovane centravanti esordiente che risponde al nome di Karl-Heinz Rummenigge. Tutto facile anche per il Borussia contro gli austriaci del Wacker, con poker di reti di Jupp Heynckes, futuro campione d’Europa alla guida del Real Madrid nel 1998. Proprio il Real Madrid torna protagonista eliminando la Dinamo Bucarest, mentre altrettanto fa il Benfica con il Fenerbahce. Le conferme arrivano da Derby County e St.Etienne che sembrano mantenere gli standard alti delle loro ultime stagioni. Per l’Italia, dopo l’assenza dovuta alla parentesi Lazio, torna la Juventus, che guidata in panchina dalla bandiera Carlo Parola ha rivinto lo scudetto davanti alle sorprese Napoli e Roma e grazie agli innesti dei giovani Gentile e Scirea. I bianconeri, che dal mercato estivo hanno ottenuto anche Zoff, iniziano col CSKA Sofia e temono un’altra beffa dopo la sconfitta dell’andata maturata all’ultimo minuto nonostante l’iniziale vantaggio firmato Anastasi. Al Comunale, due settimane dopo, lo stesso Anastasi e Furino allontanano i fantasmi.
Grandi sfide e grandi emozioni agli ottavi di finale. Nella parte bassa del tabellone avanzano a suon di gol Dinamo Kiev, Hajduk Spalato, PSV e St.Etienne, quest’ultimo ai danni dei Rangers. Lo spettacolo arriva però dagli altri quattro incontri. Il Real Madrid si riscopre grande dopo un terribile 1-4 subito a Derby. Al Bernabeu i bianchi replicano il punteggio dell’andata per poi conquistare la qualificazione ai supplementari con la rete di Santillana. Percorso quasi inverso per il Benfica, che sembra mettere al tappeto l’Ujpest dopo il 5-2 di Lisbona e rischia la beffa al ritorno salvandosi solo grazie a Nené che fissa il punteggio sul 3-1. Soffre anche il Bayern, sconfitto di misura all’andata dal Malmö ma capace di ribaltare il risultato con un essenziale 2-0. Cede infine la Juventus, sconfitta a Mönchengladbach dalle reti di Heynckes e Simonsen e costretta al pareggio casalingo dopo aver sognato la rimonta con Gori e Bettega. Per i bianconeri un’altra delusione e per il Borussia un’altra vendetta sul calcio italiano.
Emozioni e sorprese non mancano nemmeno ai quarti di finale. Il Bayern decide di tornare a fare sul serio e dopo lo 0-0 di Lisbona travolge il Benfica per 5-1 con doppietta di Gerd Müller che finora si era risparmiato. Affronterà il Real Madrid, che ha la meglio sul Borussia solo grazie ai gol in trasferta, dopo il 2-2 in Germania e l’1-1 del Bernabeu, agguantato da Santillana quando Heynckes aveva provato a beffare la sua futura squadra. Nell’altra parte di tabellone, quella delle outsiders, la spuntano alla stessa maniera St.Etienne e PSV. Entrambe vengono sconfitte per 2-0 all’andata, rispettivamente da Dinamo Kiev e Hajduk Spalato, ma riescono a rimontare imponendosi per 3-0 ai supplementari sul proprio terreno. I francesi ringraziano il piccolo attaccante Rocheteau, poi protagonista in nazionale.
In semifinale ringraziano invece la bandiera Larqué, che firma il gol decisivo dopo un quarto d’ora della gara di andata. I successivi 160 minuti e rotti non vedono altri gol e la Francia torna all’atto conclusivo dopo i due tentativi falliti dallo Stade Reims contro il Grande Real. Proprio i madrileni potrebbero essere i loro avversari, se non fosse che la primavera segna il risveglio di Gerd Müller. Il “Bomber der Nation” annulla il vantaggio di Roberto Martinez al Bernabeu e firma poi entrambe le reti nel 2-0 dell’Olympiastadion, la prima con un bolide da fuori che a suo dire sarà la più bella della sua carriera.
Per la seconda volta l’atto conclusivo si disputa all’Hampden Park di Glasgow, dopo la finale con più gol nella storia della competizione, quella del 1960 tra Real Madrid ed Eintracht e “Les Verts” del St.Etienne sognano di ripetere l’impresa di qualche mese prima, quando proprio su quel terreno di gioco avevano battuto ed eliminato i Rangers. Anche se il risultato non si sblocca, il primo tempo non risparmia emozioni. I tedeschi recriminano su un gol regolare annullato a Müller e ancor di più quando un tiro di Rummenigge viene respinto dal portiere avversario Curkovic oltre la linea di porta. Passata la paura i francesi partono all’assalto colpendo due legni prima con Bathenay e poi col futuro C.T. dei galletti Santini. L’episodio che decide il match arriva ad inizio ripresa. Punizione dal limite che Beckenbauer tocca per Roth. La barriera transalpina ritarda ad uscire e il mediano tedesco infila nell’angolino segnando dunque nella seconda finale consecutiva. L’assalto generoso e disperato dei francesi non porta frutti, nemmeno dopo l’entrata in campo dell’acciaccato Rocheteau, e il Kaiser Franz può alzare per la terza volta la Coppa dei Campioni al cielo. Il dominio tedesco sembra non avere fine, ma non sarà così. La Germania perderà lo scettro europeo di lì a poche settimane contro la Cecoslovacchia e allo strapotere dei bavaresi ne seguirà un altro. I maestri inglesi stanno per tornare in cattedra.


