1974-75: Bis Bayern tra calci e pugni
Il Bayern Monaco che si ripresenta in Europa da campione in carica può vantare da adesso anche sei campioni del mondo. Ragion per cui ai bavaresi spetta di diritto il ruolo di squadra da battere. Mentre loro riposano, al primo turno scendono in campo le loro contendenti. Ritroviamo il Barcellona che, guidato da Cruijff, ha ritrovato il gusto della vittoria in patria e riparte con un secco 5-0 agli austriaci del Linz. Ancora meno problemi ha il Feyenoord, che ne rifila addirittura undici ai nordirlandesi del Coleraine. Nonostante tutto, però, non mancano le sorprese. Escono di scena, infatti, il Celtic e lo Sporting Lisbona. Gli scozzesi rischiano già in casa, conquistando il pareggio contro l’Olympiakos solo nel finale, e crollano in Grecia abbandonando le speranze già nella prima mezzora. I portoghesi, invece, cedono all’andata al St.Etienne per poi non andare oltre l’1-1 tra le mura amiche. E l’Italia? In Italia aveva vinto lo scudetto a sorpresa la Lazio di Maestrelli, ma i biancocelesti incappano nella squalifica UEFA a causa degli scontri tra tifoserie nella sfida di Coppa UEFA contro l’Ipswich e devono rimandare l’esordio nella massima competizione europea di più di 20 anni.
Agli ottavi spicca il derby tedesco tra il Bayern e gli orientali del Magdeburgo. Come già dodici mesi prima contro la Dinamo Dresda le due sfide sono ricche di gol. I bavaresi si impongono di misura in entrambe le gare, con quattro reti su cinque messe a segno dallo scatenato Gerd Müller. Intanto avanzano ancora il St.Etienne e il Barcellona, quest’ultimo con la tripletta di Carlos Rexach che stende il Feyenoord, mentre cede l’Olympiakos, travolto dall’Anderlecht all’andata e solo vicino alla clamorosa rimonta sul proprio terreno. Avanzano anche gli inglesi del Leeds, che non hanno problemi contro lo spauracchio Ujpest.
I quarti di finale si dividono equamente tra sfide equilibrate e senza storia. Il St.Etienne prende tre gol in Polonia dal Ruch Chorzow, ma nel finale va a segno due volte e apre la strada alla rimonta casalinga. Il Bayern sembra sistemare tutto all’andata, col 2-0 sui sovietici dell’Ararat Yerevan, ma in Armenia va sotto alla mezzora e deve soffrire fino al novantesimo. Tutto facile, invece, per Leeds e Barcellona. Gli inglesi sistemano l’Anderlecht già ad Elland Road con tre reti, per poi vincere anche a Bruxelles con la rete della bandiera Billy Bremner. I catalani soffrono ancora meno contro gli svedesi dell’Atvidaberg, sconfitti 2-0 in casa e 3-0 a domicilio.
In semifinale sono rappresentate dunque le quattro potenze storiche del calcio europeo, con l’esclusione dell’Italia, che si scontrano in un doppio confronto tra calcio latino e nordico. La spunterà in entrambe le occasioni il secondo, come quasi sempre succederà in questo decennio. Il Bayern impatta a reti bianche in casa del St.Etienne per poi imporsi per 2-0 in casa con reti di Beckenbauer e del giovane centrocampista Dürnberger. Tra Leeds e Barcellona vanno in scena due autentiche battaglie. In Inghilterra Asensi replica a Bremner, ma l’eroe della FA Cup del 1972, Allan Clarke, firma la vittoria nella ripresa. I blaugrana puntano sui centomila del Camp Nou per tentare la rimonta, ma dopo sette minuti vanno sotto per la rete di un’altra bandiera dei Peacocks, l’ala destra scozzese Lorimer. La riserva Clares può solo pareggiare, ma in finale ci va il Leeds.
Niente bis contro gli spagnoli, dunque, per il Bayern Monaco. Al Parco dei Principi di Parigi arrivano gli inglesi e soprattutto arrivano i loro tifosi, gli hoolingans. Per la prima volta una finale di Coppa dei Campioni sarà funestata da incidenti sugli spalti e purtroppo non sarà l’ultima. Un rigore netto non concesso a Clarke per fallo di Beckenbauer e un gol annullato a Lorimer scatenano la reazione dei tifosi dei bianchi, arrivati già ubriachi allo stadio. Inizia una serie di assalti alle forze dell’ordine, mentre nemmeno in campo si risparmiano i colpi proibiti. Il Bayern deve sostituire prima il terzino Andersson e poi il genio del centrocampo Hoeness, rimpiazzato con l’ingresso del centravanti Wunder e con l’arretramento a sorpresa di Gerd Müller. Il “Bomber der Nation” nella ripresa sorprende tutti con la sua inaspettata abilità di regista avanzato, ma a sbloccare il punteggio è la rete del mediano Franz Roth, soprannominato “Il Toro” per la sua irruenza fisica. Mancano venti minuti al termine e il colpo è duro da digerire per il Leeds, che dieci minuti dopo va definitivamente al tappeto quando Kapellmann pesca Müller in area per il raddoppio. Un gol che permette al bomber tedesco di laurearsi capocannoniere in compagnia del sovietico Markarov, ma che soprattutto vale la sicurezza del secondo titolo europeo per i bavaresi. Al Leeds resta l’amarezza per aver giocato meglio e la beffa della squalifica di tre anni dalle competizioni internazionali per colpa dei propri tifosi.


