L'evoluzione dell'allenatore... psicologo e uomo immagine
Charles Darwin. In principio fu lui ad introdurre la teoria dell'evoluzione. Nel mondo del calcio ad evolversi nell'ultimo periodo è la figura dell'allenatore. Non va più di moda il tecnico burbero, severo, che tratta i suoi giocatori come semplici pedine da predisporre in campo in maniera fredda e distaccata. Tutte le big del calcio europeo ora lo cercano così… Come Mourinho, il mister dev'essere prima di tutto psicologo, motivatore e deve saper stimolare i propri giocatori a dare sempre il massimo. Belli e giovani, sulle orme dello Speciale sono tanti i tecnici che fanno scuola. Come il portoghese, Guardiola ha già vinto tutto. Giovane, motivato ma soprattutto preparato. Fare gruppo, entrare in empatia con la rosa, e comunicare, sempre. I mass media impongono questa evoluzione dal punto di vista comunicativo. Creare uno schermo a proteggere i calciatori, fungendo da parafulmine per caricare di stimoli i propri uomini e allo stesso tempo scaricarli dalle pressioni psicologiche dovute all'esposizione mediatica. Psicologo e comunicatore prima di tattico. Leonardo, da quando è arrivato in nerazzurro, sta seguendo pari pari il suo predecessore Mourinho. I consigli arrivati dall'allenatore di Setubal sono stati utili, perchè il mister del 2010 deve anche essere o perlomeno fingersi tifoso, creando un legame con i supporters ottenendo anche dal pubblico il massimo appoggio ed evitando critiche che in qualsiasi caso piomberanno sulla squadra nei momenti difficili. Addolcire un pò la curva, sentendosi uno di loro, affievolirà i rancori e permetterà di lavorare limitando al minimo gli stress esterni. Nel mondo della televisione e delle immagini, la cura della propria immagine diventa importante anche per il tecnico. Giacca, cravatta, capello sempre in ordine ed eleganza. Da Mazzarri ad Allegri, passando per il sempre impeccabile Leonardo. E se ogni tanto si esce dalle righe, con qualche conferenza stampa non troppo pacata… va bene così, si distoglie l'attenzione dai problemi del campo. Anche la Roma si affida, anche se momentaneamente, ad un giovane, Vincenzo Montella, per invertire una stagione infelice. L'unica squadra tra le big che non funziona è la Juventus, la sola grande con un allenatore che non rispecchia la descrizione precedente. Il tecnico bianconero ha infatti 61 anni… Sarà un caso?… Largo ai giovani!


