Milano, il derby dei soliti sospetti
Nulla ispira a un uomo tanti sospetti quanto il fatto di saper poco, diceva il filosofo Bacone.
Frase perfetta per questo derby che si giocherà sabato sera a San Siro. Mancano 4 giorni e ancora non è stato scelto l'arbitro, chissà cosa succederà se venisse designato Tagliavento... Milan e Inter arrivano al derby scudetto con i nervi a fior di pelle: Ibra squalificato da Brighi per la manata a Rossi del Bari dopo che gli è stato annullato un gol per uno stop con il braccio. Una settimana dopo, stessa area stessa porta è Pazzini a decidere il match contro il Lecce con un stop che se non è proprio uguale almeno gli assomiglia: il Milan grida allo scandalo, l'Inter è arrabbiata per la riduzione della squalifica di Ibra. Ma i derby sono partite sentite e nervose,: l'anno scorso l'Inter chiuse in 10 visto che Sneijder venne cacciato da Rocchi per un prolungato un applauso irriverente e, come se non bastasse, nel finale fu fischiato al Milan un rigore dubbio, che Ronaldinho si fece parare da Julio Cesar. In questa stagione al pronti via Materazzi ha steso Ibra in area: rigore e vittoria del Milan, ma con l'espulsione di Abate che si è preso a testate con Pandev, prima che lo stesso Ibra mandasse Materazzi all'ospedale con un'entrata da Kung-Fu. Insomma, nel derby dei soliti sospetti finché non si scenderà in campo giocano tutti in difesa, ma in realtà cui si vuole bene come ha mostrato Materazzi che per festeggiare il 2-0 del derby di ritorno festeggiò con la maschera del presidente del Consiglio - e del Milan - Silvio Berlusconi. Dopotutto senza sospetti e gelosie che derby sarebbe...


