Benitez semiflop, Barça già in palla. Le due facce di Valencia
L'Inter di quest'anno assomiglia clamorosamente a quella dell'anno scorso. Una sconfitta pre-campionato (Lazio l'anno scorso in Supercoppa Italiana, Atletico Madrid durante questa stagione), quattro punti in due partite e un pareggino alla prima di Champions. Certo, forse la differenza sta nello 0-4 contro il Milan e nel pareggio a reti bianche con il Barcellona, mentre quest'anno gli avversari non erano certo irresistibili. Benitez per ora - sottolineo il per ora - può essere considerato un semi-flop, che rischia di diventare un flop totale in caso Milito non riprenda a essere decisivo e tra Biabiany e Coutinho non si costruisca il nuovo fenomeno dell'anno. Difficilmente il tecnico ex Valencia potrà riproporre il modulo di Mourinho, quel 4-2-3-1 che ha fatto vincere tutto all'Inter: più probabile un rombo a centrocampo, che però bisognerà studiare visto che anche lì le pedine sono contate. Andavano acquistati tre calciatori: un terzino sinistro, una punta di livello per sostituire Balotelli e un centrocampista. Nessuno è arrivato, e probabilmente i peggiori in campo sono stati proprio Zanetti - adattato -, e Mariga. Non bisogna dare la croce addosso al kenyota, però la rosa è probabilmente non all'altezza della situazione di difendere il proprio status di Campione d'Europa. Onore comunque al Twente, autore di una buona partita, e che potrà dare qualche fastidio a Tottenham e Werder: i nerazzurri quasi sicuramente passeranno come prima in classifica, poi ci sarà bagarre.
Il Barça, intanto, già corre: Messi distrugge un Panathinaikos inerme sin dal primo minuto, eccezion fatta per lo splendido colpo di tacco di Cissé che ha servito il meraviglioso acuto di Govou. Bisogna pensare, certamente, alla pochezza di un avversario che prende cinque gol e trova nel portiere il migliore in campo, ma anche alla splendida potenza di un'armata in cui le stelle sono state spente solamente dalla tattica pura di Mourinho. Poi i passaggi a vuoto, come quello con l'Hercules, ci possono comunque essere.
Lo United non mi è piaciuto, Rooney rischia di fare la fine di van Basten per quella maledetta caviglia: l'ho visto dal vivo, lo scorso febbraio, il vero Rooney. Strepitoso, elegante, potente e concreto, un grande attaccante. Ora sembra la copia sbiadita anche per colpa di quell'infortunio che lo ha tolto di mezzo nel momento topico della scorsa stagione. E' un peccato, per il bene del calcio bisogna sperare che si riprenda. Si deve riprendere anche Antonio Valencia, ala sinistra dello United che - in uno scontro di Broadfoot - ha riportato un brutto infortunio: chi ha visto la dinamica dell'azione assolve il difensore scozzese, però le immagini sono davvero impietose per la caviglia del povero ecuadoregno.
L'altro Valencia ha calato il poker contro il Bursaspor, sorridendo grazie alle strepitose traiettorie di Tino Costa e all'emozione dell'esordio per la formazione turca, la prima squadra non di Istanbul a vincere la Superliga dopo ventisei anni di dominio incontrastato. Male il Rubin Kazan di Bocchetti, che sbaglia a ripetizione e poi viene punito da N'Doye a pochi minuti dal termine. Il "Real-Schalke" riporta l'ennesima sconfitta di questo inizio di stagione anche per l'espulsione del difensore centrale Howedes, che lascia i suoi in 10 per una buona mezz'ora, mentre il Benfica vince ma non convince contro un divertente Hapoel Tel Aviv. Cardozo zittisce i suoi tifosi - che lo stavano contestando - dopo il gol del 2-0, un appoggio da pochi passi. Lui sì, finirà sul mercato in breve tempo: così come l'Inter.


