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Astuzia e concretezza, lo United beffa il Chelsea e vola in semifinaleTUTTOmercatoWEB
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martedì 12 aprile 2011, 22:33Cronache
di Fabrizio Romano
per Tuttochampions.it

Astuzia e concretezza, lo United beffa il Chelsea e vola in semifinale

MANCHESTER UNITED-CHELSEA 2-1 - Dopo un primo tempo quasi per intero targato Chelsea, Hernandez prima del riposo realizza il gol dell'1-0 per i Red Devils. Nella ripresa, nonostante il rosso a Ramires, i ragazzi di Ancelotti trovano la rete con Drogba - subentrato a Torres -, ma Park subito dopo castiga per il 2-1 finale, che aggregato allo 0-1 di Stamford Bridge consegna allo United la semifinale di Champions League contro la vincente di Schalke 04-Inter.

SCACCHIERE A SORPRESA - L'accoglienza del 'Teatro dei sogni' è di quelle indimenticabili. United-Chelsea è sempre una partita speciale, ma quando inizi a vedere la Coppa più vicina, a scorgere una delle due grandi orecchie che si celano a Wembley, allora diventa la partita. E come sempre, Ferguson e Ancelotti non si risparmiano sorprese quasi da navigati giocatori di scacchi: il mago scozzese punta su O'Shea a destra al posto dell'infortunato Rafael - che non va neanche in panchina -, mentre c'è Nani sulla fascia con Carrick e Park in mezzo e Giggs sulla corsìa opposta, quattro assi per lanciare Rooney e Hernandez, che ha ormai scalzato definitivamente Berbatov nelle gerarchie del Sir. Il buon Ancelotti, invece, è quello che stupisce più di tutti: si accomoda in panca il faro Drogba così come Zhirkov (che fu titolare all'andata), spazio ad Anelka e Malouda per servire al meglio un Fernando Torres piazzato al centro del gioco dei Blues. Fiducia assoluta allo spagnolo da parte di Carletto, nonostante la terribile malattia che ha colto il Nino sottoporta da quando è sbarcato alla corte di Abramovich. La terza variatio rispetto alle previsioni vede protagonista la difesa, con Alex in mezzo e Ivanovic a scalare sulla destra lasciando fuori Bosingwa, che disastroso all'andata. Ancelotti non dimentica.

UNITED D'ATTESA, CHELSEA D'ASSEDIO - Si parte dallo 0-1 dell'andata, è una percussione centrale di Ramires a squarciare la tensione dei primi minuti, con Van der Sar costretto a sporcarsi subito i guantoni in uscita. L'urlo di Old Trafford fa spavento, lo United incitato dalla proprio gente replica con una grande giocata di Park in mezzo all'area che non trova l'appoggio dei compagni, ma le prime occasioni vere sono per il Chelsea, al 13', quando prima Cole dalla sinistra scodella in mezzo, con Torres che addomestica e appoggia per Anelka che da fuori area calcia senza colpire benissimo e spedisce a lato di poco, poi subito dopo è Malouda a sfornare un assist perfetto per Lampard che al momento della conclusione bada troppo alla precisione e poco alla potenza, consentendo a Van der Sar di bloccare. Il Manchester sceglie l'attesa, sono i Blues a fare la partita ma Ancelotti trema al 26', quando Hernandez mette dentro di testa su un cross a sorpresa ma viene fermato in sospetto fuorigioco. Tre minuti dopo però il brivido è tutto per Ferguson: da una carambola Anelka riesce a ripartire rubando un pallone, si invola verso la porta da solo ma in uscita, con tempi perfetti e un tackle da difensore vero, il 40enne Van der Sar è ancora una volta il salvatore di uno United troppo tenero. E la vecchia volpe scozzese aspetta il colpo.

LA (SOLITA) BEFFA DELLA VOLPE - Nell'ultimo quarto d'ora è tempo di rifiatare per il Chelsea. Hanno speso tanto i ragazzi di Ancelotti, che iniziano a subire la pressione di uno United venuto finalmente fuori con grinta. Continuano però a creare molto poco i Red Devils, fondamentale il pressing di un Rooney scatenato a tutto campo per 'spegnere' Lampard, fulcro a cui il Chelsea si affida continuamente nel momento di difficoltà. Cech è un soprammobile fino al 42', quando viene fuori tutta la straordinaria abilità di Ferguson nell'impostare una gara apparentemente d'attesa ma che comporta la beffa al momento giusto, quella più amara. A tre minuti dalla pausa è il Chicharito Hernandez a castigare i londinesi, alla prima vera occasione capitata allo United: sontuoso il solito Giggs sulla destra, fuga e cross in mezzo perfetto con la sfera che passa davanti alla porta del ceco e arriva alla giovane punta messicana, che raccoglie un pallone sul quale c'è scritto 'spingimi' e buca da due passi il numero uno del Chelsea. Con questo si va al riposo, il volpone Ferguson è riuscito ancora ad incastrare gli acerrimi rivali che rientrano negli spogliatoi con le ossa rotte e il morale sotto i tacchetti - per non dire nello scantinato di Old Trafford -, mentre i semplicemente spietati diavoli rossi sorridono come quando senti che sta andando tutto nel verso giusto.

L'ORGOGLIO E LA GESTIONE  - La ripresa si apre con lo scontatissimo mea culpa di Ancelotti. Il fantasma Fernando Torres non torna in campo, ora c'è quel Didier Drogba che tenere fuori in una notte così importante - per far spazio all'inguardabile spagnolo - è autentico delitto al gioco del calcio. Proprio una fiammata dell'ivoriano al 56' è il ruggito dell'orgoglio di un Chelsea ferito, bestia azzannata che già sa del suo triste destino ma comunque volenterosa di provarle tutte, fino all'ultima goccia di sangue: il sinistro di Drog è potenza e coordinazione coniugate perfettamente, il pallone però esce di un soffio, quasi come ad annunciare - se pure ce ne fosse bisogno - che non è proprio serata per i Blues. Ancelotti si gioca la carta Kalou e tira fuori Anelka, lo United intanto gestisce con saggezza approfittando dello splendido lavoro di Rooney e Hernandez, coppia di un'intelligenza e di una maturità calcistica fuori dal comune. Il Chelsea per orgoglio prova a pungere anche sui calci da fermo ma precisione e fortuna scarseggiano, gode Ferguson nel vedere i suoi ragazzi giocare con serenità e cercare anche il raddoppio con una cannonata da fuori di Nani al 68', disinnescata dall'attento Cech.

TUTTO IN CINQUE MINUTI - Il capitombolo per la banda Ancelotti sembra essere è al minuto 70. Ramires, già ammonito, è una macchina da falli, ma Benquerença non tollera l'entrata da dietro su Nani in netto ritardo e gli mostra il secondo yellow card che significa doccia e Chelsea in 10, il macigno su una gara già maledetta. Il brasiliano esce dal campo rammaricato, gli occhi severi ma colmi di sconforto del presidente Abramovich in tribuna prevedono tempeste su Carletto nelle prossime ore. Adesso la difesa del Chelsea si spalanca come le acque per mano di Mosé, Nani prova ad infilarsi da buon furetto e si guadagna una punizione sulla quale il direttore di gara grazia il già redarguito Terry, eppure a sorpresa è Drogba a colpire nel momento di gestione dello United, al 75': l'africano riceve e scarica col destro sotto le gambe di Van der Sar per il gol dell'1-1, trema il popolo di Old Trafford, perché un altro gol consentirebbe al Chelsea di passare clamorosamente. Neanche il tempo di farsi due calcoli, però, che un minuto dopo il Manchester confeziona un'azione corale perfetta, da destra verso sinistra, con Rooney che trova Giggs il quale allarga sulla corsìa mancina per l'accorrente Park, il quale controlla, prende la mira e fa impazzire di gioia i sostenitori dei Red Devils, Ferguson incluso, davvero incontenibile in panchina per la mostruosa reazione dei suoi uomini, fino a quel punto troppo teneri tanto da rischiare una frittata epica. In cinque minuti, dal rosso di Ramires al gol del coreano, la gara s'infiamma e si spegne. Che spettacolo.

L'ORA DEL VERDETTO - Dopo tanta tensione e un match dalle emozioni brevi ma intense, arriva il verdetto del primo quarto di finale di Champions League. In virtù della vittoria per 1-0 a Stamford Bridge e del 2-1 di questa sera, il Manchester United approda alle semifinali. E' pazzo di gioia il popolo di Old Trafford, che canta nel finale e canterà per tutta la notte quel coro dal sapore dolcissimo, 'Wembley, Wembley, Wembley, we are going to Wembley', mentre domani Ferguson ed i suoi uomini potranno mettersi comodi in poltrona e godersi uno Schalke-Inter dal verdetto quasi scontato, aspettando di sapere quale sarà la prossima vittima da mietere. Verdetto disastroso invece per Ancelotti, che perde le due sfide più importanti dalla stagione e abbandona solo ai quarti - dopo un turno agevolissimo agli ottavi, con il Copenaghen - la competizione che Abramovich non voleva, bensì pretendeva dopo anni di disfatte atroci. Ritenta Roman, magari sarai più fortunato. Ma al prossimo giro, immaginare Carletto sulla panchina dei Blues, è davvero difficile. Sorride Sir Alex, lui e la panchina dello United sono ormai come marito e moglie. E chissà che non possa appoggiarci presto un'altra Coppa. Di questo passo...

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