In picchiata, da futuro fenomeno ad attuale bidone
Passare dal Paradiso all'Inferno, e senza passare dal via e ritirare le ventimila lire. E' la strana storia di Federico "Kiko" Macheda, enfant prodige al Manchester United, coccolato da Ferguson e il suo staff, passato poi alla Sampdoria per la definitiva consacrazione, anche se con la pesante eredità di Pazzini da raccogliere e sviluppare. Tante le parole che gli regalavano un'investitura da fenomeno, un futuro brillante nel teatro dei sogni che è stato di Cantona e Roy Keane, Best e Giggs, passando per Scholes e Yorke. Ferguson in sollucchero a ogni progresso: "E' un giocatore speciale", e la sua dichiarazione rendeva giustizia a un ragazzino che si era distinto per le ottime prestazioni, per i gol importanti come quello all'Aston Villa, esattamente due anni fa.
Ora è lo stesso Ferguson a lasciare il giocatore in preda al suo destino, un po' come era successo con Giuseppe Rossi, con una differenza. L'attaccante italoamericano era passato in prestito al Parma, nella sessione di calciomercato invernale del 2006/07, mostrando lampi di classe interessanti, tanto da avvicinarlo a grandi club. Il Villarreal riuscii ad accaparrarselo per undici milioni di euro e potrebbe rivenderlo a 35 al Barça, nella prossima finestra trasferimenti.
La storia qui è diversa: difficilmente Macheda, che non ha convinto per nulla, rimarrà alla Sampdoria, ed è anche complicato pensare quale società potrebbe accollarsi il giocatore. Il prestito secco, con l'andare del tempo, è diventato un'arma a doppio taglio sia per Ferguson che per lo stesso Macheda, convinto di ritornare all'Old Trafford in qualsiasi caso. Ora ci sarà la cessione, in prestito o a titolo definitivo, ma il Teatro dei Sogni si è allontanato irrimediabilmente. E forse è il momento di svegliarsi, anche per Kiko Macheda.


