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La Giovane Italia
Editoriale

Allegri non è convinto, ma la Juve non trova alternative forti. Il Milan ha le mani su Sarri. Gattuso alla Samp, Lampard al Chelsea. Gasp alla Roma, Inzaghi a Bergamo, De Zerbi alla Lazio. Montella già in discussione, si pensa a Giampaolo

17.05.2019 11:19 di Enzo Bucchioni   articolo letto 67092 volte
© foto di Federico De Luca

Il grande giro degli allenatori sta per cominciare, come in un grande puzzle i pezzi stanno andando al posto giusto. Cominciamo dalla Juve.

Due giorni di confronto non sono bastati per prendere una decisione, Agnelli e Allegri si rivedranno oggi. Come andrà a finire? Allegri resta o se ne va?

Difficile e complesso fare delle previsioni, a naso verrebbe da pensare che se non si è trovata un’intesa dopo una confronto così lungo, le difficoltà siano tante. Troppe. I dubbi e le perplessità da entrambe le parti persistono.

Comunque vada questa vicenda non è esaltante per una grande società come la Juventus che dovrebbe avere sempre idee chiare e obiettivi precisi, e lascia pure forti dubbi sul come è stata gestita. Non ricordo che altri rinnovi di contratto di allenatori importanti siano diventati una sorta di telenovela come questa, con i riflettori accesi da giorni.

Da fuori c’è la sensazione che, come nei matrimoni che stanno finendo, la Juventus e Allegri non si amano più, ma si vogliono bene e stanno cercando un modo per rimettere assieme i cocci, una strada per andare avanti evitando separazioni traumatiche che probabilmente metterebbero tutti in difficoltà. E i matrimoni che proseguono per interesse o per mancanza di alternative, ma senza la passione necessaria, prima o poi sono destinati al fallimento. Come si vede una brutta storia che dalla Juventus non ci saremmo mai aspettati.

E’ evidente che Agnelli abbia delle perplessità sul suo allenatore, si sta guardando attorno da mesi, sta valutando i pro e i contro, altrimenti lo avrebbe già accontentato come era successo nei precedenti rinnovo di contratto.

E’ altrettanto chiaro che Allegri abbia delle perplessità sui programmi della Juventus, abbia paura di bruciarsi a rimanere e si stia guardando attorno.

Sia la Juventus che Allegri sanno che dopo cinque anni sarebbe meglio lasciarsi per trovare nuovi stimoli, nuove motivazioni, provare nuove esperienze, ma stanno ancora parlando per affetto. E l’affetto funziona poco, serve l’amore.

La Juventus ha i numeri di rendimento, ha di sicuro valutato attentamente la situazione e si è accorta che, al di là della dolorosa eliminazione in Champions, questa per Allegri è una stagione deludente. Non è mai sembrato padrone del gruppo come nelle stagioni passate, troppi giocatori hanno reso meno delle aspettative (Dybala, Cancelo, Mandzukic, ma anche altri), per alcuni (Dybala in particolare) non ha mai trovato la giusta collocazione. Non è un caso che da mesi rumors di vario genere portino la Juve lontana da Allegri. Non ho mai creduto a Guardiola anche se probabilmente qualche intermediario è stato contattato. L’idea vera era Zidane e qui siamo al perché di queste difficoltà: il ritorno al Real ha spiazzato Agnelli. Da li in poi non ha più trovato un nome così adatto, così vincente, così juventino, così amato dai tifosi. Su tutti gli altri presi in esame, anche l’ultimo, Pochettino, sono insorte difficoltà e perplessità. E allora eccoci qui a turarsi il naso e riprovarci con Allegri.

L’allenatore tutto questo la sa e proprio per non rimanere con il cerino in mano, vuole rimanere, ma alle sue condizioni. Tre anni di un lauto contratto (dieci milioni) e una rosa rinnovata con giocatori pieni di quelle motivazioni e di quella fame che questo gruppo ha un po’ perso.

Allegri non vuole più Dybala, non vuole Cancelo, ha perplessità su altri giocatori e chiede forti investimenti in difesa e a centrocampo. Un piano di lavoro che comporta esborsi notevoli che potrebbero far saltare il budget a disposizione. Anche per questo Agnelli che deve mantenere il bilancio entro i limiti fissati dalla famiglia Elkann, sta cercando di convincere Allegri ad abbassare le pretese.

Le alternative? Pochettino ha sparato grosso, la nazionale francese non vuole liberare Deschamps, Inzaghi che piaceva non ha l’esperienza necessaria, Agnelli un mese fa ha detto no anche al possibile ritorno di Conte. E adesso?

Tenere Allegri potrebbe essere la soluzione più ovvia ammesso e non concesso che si riesca a far quadrare i conti del calciomercato.

Da tutte queste variabile è già comprensibile il perché la trattativa vada per le lunghe e stia diventando stucchevole. Se rinnovo ci sarà ci diranno che erano sempre stati d’amore e d’accordo che l’intesa è ferrea come quella del primo giorno, ma non è così.

Comunque aspettiamo.

Aspetta gli eventi anche il Milan che però ha fatto passi decisivi su Sarri. La situazione a Londra è pirandelliana. Sarri sta facendo benissimo, terzo in Premier e quindi Champions conquistata, finale di Europa League da giocare con l’Arsenal. Era convinto di restare e sarebbe rimasto molto volentieri, ma la signora Marina sta convincendo Abramovic che per via dell’avversione dei tifosi e di tanti giocatori che non amano l’allenatore italiano, sarebbe politicamente corretto esonerarlo. La decisione è praticamente presa, Lampard è l’allenatore designato. Appena colta l’opportunità Gazidis è tornato sull’obiettivo Sarri che sembrava ormai irraggiungibile per i buoni risultati col Chelsea. Gazidis a Londra ha incontrato Sarri, l’allenatore aspetta soltanto di sapere qualcosa di certo dal Chelsea, c’è una finale da giocare e fino al 30 maggio non si avranno certezze, ma in caso di esonero Sarri ha dato l’ok al Milan. Il contratto proposto, tre milioni l’anno per tre anni, va ancora discusso, ma è una buona base di partenza. Quattro anni dopo l’accordo con Galliani poi saltato, a volte fanno dei giri immensi e poi ritornano, riecco Sarri in rossonero? A questo punto è più che probabile.

Ma, udite udite, dopo tanti giuramenti di amore eterno, Gasperini lascerà l’Atalanta per la Roma. Accordo praticamente fatto, 2,5 milioni l’anno per tre anni. Da Bergamo potrebbe portarsi dietro Zapata. E la panchina dell’Atalanta che potrebbe giocare la Champions a chi andrà? Percassi sta tentando Simone Inzaghi e le parole dopo la finale di coppa Italia sanno di addio. Lotito ha pronta la soluzione: De Zerbi. Al Sassuolo dovrebbe andare Semplici, alla Spal piace Pioli. Ma si sta agitando anche Giampaolo che non vede chiarezza sui programmi della Samp. A Genova potrebbe andare Gattuso mentre Giampaolo potrebbe passare alla Fiorentina. Ma non ha appena preso Montella? Già, ma l’ha voluto solo Diego Della Valle e dopo cinque sconfitte e un pareggio in sei partite, una squadra che è scivolata in zona serie B senza che l’allenatore abbia inciso per niente, stanno facendo riflettere i dirigenti viola che potrebbero rinnovare tutti i quadri tecnici della società, da Corvino a Montella, appunto, ripartendo da zero con un parco giocatori cambiato quasi totalmente.


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