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First Playable Fund esaurito in poche ore, IIDEA “Bisogna fare di più”
venerdì 2 luglio 2021, 17:00eSports
di Riccardo Lichene
per Esportsweb.it

First Playable Fund esaurito in poche ore, IIDEA “Bisogna fare di più”

Il First Playable Fund doveva essere una boccata d’ossigeno per lo sviluppo dei videogiochi italiani ma a poche ore dall’apertura delle richieste il portale è stato chiuso perché i 4 milioni di euro disponibili erano già finiti

Il Decreto Rilancio dello scorso mese di maggio ha introdotto il First Playable Fund un fondo stanziato per gli sviluppatori di videogiochi italiani che però è rimasto disponibile per pochissimo tempo: nel giro di tre ore dall'apertura lo sportello dell'iniziativa è stato chiuso a causa delle troppe domande.

Il Fondo per l'Intrattenimento Digitale aveva a disposizione 4 milioni di euro per aiutare lo sviluppo dei videogiochi in Italia dopo che la pandemia ha colpito molto duramente gli studi di sviluppo indipendenti italiani e i loro progetti. L'iniziativa è stata accolta con grande ottimismo da sia dagli sviluppatori sia da IIDEA che si occupa di monitorare l'industria videoludica in Italia. Il contributo, a fondo perduto, è stato pensato per essere investito sia in fase di pre-produzione sia di sviluppo, e copre il 50% dei costi totali. Una dotazione, in teoria, generosa che avrebbe aiutato molti studi a completare i propri progetti. 

Dopo il boom di domande, lo sportello ha definitivamente chiuso i battenti, segnale che gli sviluppatori sono particolarmente bisognosi di liquidità. A causa della limitata finestra di opportunità è molto probabile che molti studi siano rimasti tagliati fuori. IIDEA ha commentato furiosa l'inefficienza della misura già in precedenza definita insufficiente: "fondi insufficienti per coprire le esigenze del settore, necessario l’immediato rifinanziamento della misura di sostegno promossa dal MISE e gestita da Invitalia e il potenziamento della sua dotazione finanziaria. Se da un lato l’ampia partecipazione può essere vista come un segnale positivo di interesse per l'intervento, dall’altro conferma l’assoluta inadeguatezza della dotazione finanziaria disponibile per sostenere lo sviluppo dell’industria dei videogiochi italiana".