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Warzone: 50mila hacker bannati in un giorno ma gli streamer se ne vanno lo stesso
lunedì 16 agosto 2021, 17:30eSports
di Riccardo Lichene
per Esportsweb.it

Warzone: 50mila hacker bannati in un giorno ma gli streamer se ne vanno lo stesso

Nonostante gli sforzi di Activision il problema del cheating è talmente grave che l'intero circuito degli streamer storici di Warzone sta collassando

I creatori di uno dei giochi online free-to-play più popolari del momento stanno rispondendo a un'ondata di cheater con un'ondata di ban, cancellando oltre 50.000 account. Nelle ultime due settimane, diversi noti streamer del gioco online battle royale Call of Duty: Warzone hanno denunciato pubblicamente il problema di cheating del titolo e alcuni di loro hanno affermato che si erano stancati di aspettare e lo avrebbero abbandonato per giocare ad altri giochi concorrenti come Apex Legends.

Con questa ultima ondata di ban di almeno 50mila account, dall'uscita di Warzone nel marzo del 2020, Activision e i suoi studi di gioco Infinity Ward e Raven hanno bannato almeno 265mila account secondo i loro annunci pubblici di diverse ondate di ban da 70.000, 20.000 , 60.000, 15.000 e 50.000 account. Vale la pena notare che la società banna regolarmente gli imbroglioni e non rivela sempre il numero di account segnalati.

"I cheater vengono banditi anche al di fuori delle onde di ban, costantemente. Dobbiamo usare queste ondate perché i venditori di cheat fingono che i loro prodotti non possano essere rilevati o siano addirittura non rilevabili. Quando uno dei loro clienti viene bannato e si lamenta, viene accusato di 'giocare in modo troppo ovvio'" ha detto a Motherboard un dipendente di un'azienda di giochi, che ha chiesto di rimanere anonimo perché non gli è stato permesso di parlare con la stampa. "Con un'ondata di ban, tutti o la maggior parte dei loro clienti vengono bannati allo stesso tempo e fingere che il cheat non sia rilevabile è molto più difficile".