ESCLUSIVA TE - Bisoli: "Giaccherini stava per diventare magazziniere. Su Nainggolan ed Euro 2016..."
Sebastian Donzella
Pierpaolo Bisoli, anche se non lo ammetterà mai, è tra i protagonisti della vittoria dell'Italia contro il Belgio. L'allenatore che ha guidato il Perugia nell'ultima stagione, ha il merito di aver salvato il "folletto" Giaccherini dall'oblio. E non solo lui. Anche Parolo e Nainggolan sono tra i giocatori che devono dire grazie, per vari motivi, al tecnico di Porretta Terme. Il perché lo racconta lo stesso Bisoli ai microfoni di TuttoEuropei.com.
Su lei e il Giak nazionale si è detto e scritto tanto. Come stanno le cose?
"Quell'anno il Cesena era arrivato da una pesante retrocessione dalla Serie B. C'erano tanti fuorirosa, compreso Giaccherini. Nessuno aveva fiducia in lui, da tanti anni i bianconeri lo cedevano sempre in prestito. Al quarto giorno di ritiro un mio giocatore ha un problema. Niente da fare, non può giocare. Allora provo questo ragazzo che si era presentato al ritiro con un'utilitaria vecchissima. Fu una sorpresa bellissima: mi convinse immediatamente, al primo allenamento. Vado dal presidente e gli chiedo di tenerlo, anche perché non si poteva mandare via uno che faceva impazzire tutti sul terreno di gioco. All'inizio nessuno era convinto della mia scelta: pensate che Emanuele stava per trasferirsi in una società di Serie D per giocare a calcio e fare al contempo il magazziniere".
Dopo la vittoria col Belgio vi siete sentiti?
"Si, ci sentiamo ancora. Dopo il gol mi ha mandato un messaggio. Cosa c'era scritto? Mi spiace, ma è un dialogo riservato. Però posso dirvi che gli ho fatto i complimenti. E' un ragazzo d'oro, c'incontriamo spesso in vacanza. La sua riconoscenza è merce rara nel calcio: nonostante il boom mediatico il suo primo pensiero è stato contattare il suo vecchio mister di Serie C...".
Insieme a lui, sempre a Cesena, c'era anche Parolo...
"Marco, in realtà, lo presi anni prima al Foligno, in Lega Pro. Arrivava da un momento particolare e decisi, azzeccandoci, di puntare su di lui. Poi, dopo aver conquistato la cadetteria con il Cesena, chiesi alla società di comprare il suo cartellino dal Chievo. Da lì, poi, ha spiccato il volo".
Il problema, per noi italiani, è che ha aiutato anche uno dei big del Belgio...
"Radja Nainggolan doveva essere venduto quando arrivai a Cagliari. Dopo cinque giorni di ritiro chiesi di riaverlo indietro perché avevo capito che aveva grandissime qualità inespresse. Mi opposi alla decisione della società e mi giocai subito la panchina con Cellino: gli dissi che se non si fidava di me era inutile farmi allenare la sua squadra. Per fortuna il presidente, oltre a non esonerarmi, mi accontentò".
Quando ha visto la gara cosa ha pensato?
"Mi ha fatto un enorme piacere vedere in campo loro tre perché mi ha fatto capire che ci avevo visto giusto e che forse il mio lavoro lo so fare. E' bello, inoltre, continuare a sentirmi con tutti i giocatori che ho allenato. Vuol dire che qualcosa di positivo l'ho fatto. Credo che nel calcio, per arrivare alla vittoria, per prima cosa serva un grande rapporto tra i calciatori e la loro guida tecnica".
Chiusura con pronostico: chi vincerà Euro 2016?
"Domanda difficilissima: si tratta di un'edizione molto livellata. Credo che andrà avanti chi dimostrerà di essere più squadra, E questo, in parte, favorirà l'Italia perché Conte è un allenatore che pone alla base di tutto il gruppo".


