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CUCCI A FV, Serve una Fiorentina pane e salameTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 7 maggio 2012, 15:00Esclusive
di Samuele Brandi
per Firenzeviola.it

CUCCI A FV, Serve una Fiorentina pane e salame

Ad una giornata dal termine del Campionato la Fiorentina finalmente salva può guardare al futuro con più serenità. Nell’attesa che la dirigenza viola metta a segno le prime mosse, Firenzeviola.it ha contattato in esclusiva il noto giornalista e volto tv Italo Cucci per analizzare la situazione gigliata.

Da cosa deve partire la rinascita della Fiorentina dopo due annate cosi brutte?
“Una Fiorentina che è rinata con i Della Valle e con una precisa idea industriale secondo me dovrebbe ripartire con un taglio più artigianale o passami il termine più fiorentino e più vicino alla passione popolare. Serve la passione popolare per cancellare tutto quello che negli ultimi anni è successo e del quale si può solo salvare Cesare Prandelli. Serve una Fiorentina più semplice ma al tempo stesso più portata alle scelte tecnico tattiche piuttosto che a questo piglio di azienda avanzata. Si è perso nel tempo la voglia e la capacità di trovare uomini che facciano gruppo. Negli ultimi tempi la Fiorentina ha evidenziato una totale assenza di collettivo; in un periodo in cui la Juventus torna a vincere proprio grazie al modo di pensare da squadra”.

Serve quindi  più fiorentinità in questa società?
“Credo di si e lo dico perché  ho vissuto la stagioni di Nello Baglini e dello scudetto ed anche se sembrava di stare in famiglia alle spalle c’era una società forte che riusciva a superare ogni difficoltà. Negli anni successivi la voglia di diventare grandi non ha portato mai bene a Firenze, basti pensare all’era Pontello. Firenze è una capitale del Mondo ma non ha bisogno di essere ne Roma ne Milano; Firenze ha una sua natura diversa. La tifoserie viola è particolare e può portarti tante gioie ed essere un'arma in più ecco perché serve un po’ più di spirito fiorentino nella Fiorentina.  Alla tifoseria viola piace vedere giocare a calcio e non ama ne subisce il fascino del potere”.

Che immagine ha dato questa Fiorentina in tutta Italia negli ultimi due anni?
“Vedrei volentieri una Fiorentina meno marketing e più attenzione calcistica. Meno invenzioni esteriori e più sostanza. Una Fiorentina più pane e salme. Io vedrei bene un invasione di calcio in società. La Fiorentina negli ultimi anni ha un po’ perso l’idea di squadra di calcio inseguendo piste lontane dal rettangolo di gioco”.

Chi servirebbe per risollevare le sorti di questa squadra sia in panchina che a livello dirigenziale?
Come dirigenti. “Ci vorrebbero persone della vecchia guardia, intenditori di calcio. Corvino era un intenditore ma non aveva un dialogo giusto, era troppo duro probabilmente nell’approccio. L’inquadramento del personaggio chiave come futuro dirigente dovrebbe essere vecchio stampo, non mi piace fare dei nomi solo perché non sono procuratore di nessuno (ride n.d.r.). In giro ce ne sono ancora tanti di questi dirigenti vecchia maniera e mi auguro che i Della valle facciano la giusta scelta per le sorti di questa squadra“.

Per la panchina.  “Serve un grande allenatore che possa godere della fiducia incondizionata della società, non serve un allenatore da consigli d’amministrazione che siano da campo e spogliatoio. Di questi ce ne sono tanti in giro e non ulta cinquantenni, vi ricordo che la formazione degli allenatori viene fatta a due passi da casa vostra ovvero a Coverciano; è da li che escono i Montella ed i Pioli ovvero gli allenatori che stanno facendo una differenza grandissima nel nostro campionato”

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