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tmw / fiorentina / LE RUBRICHE DI FV
OCCHI PUNTATI SU..."La stanchezza di Cesare Prandelli"
giovedì 20 marzo 2008, 02:29LE RUBRICHE DI FV
di Stefano Borgi
per Firenzeviola.it
fonte Stefano Borgi per FV

OCCHI PUNTATI SU..."La stanchezza di Cesare Prandelli"

Premessa doverosa: siamo pronti a ricevere (e a subire) ogni tipo di opinione alla fine di quest’articolo, consci di sfiorare il delitto di lesa maestà. Ricordiamo però come sarebbe un’offesa all’intelligenza del mister esentarlo a prescindere da ogni giudizio negativo e/o critica solo perché si chiama Cesare Prandelli e, non da oggi, è di gran lunga il miglior allenatore italiano. Aggiungiamo poi, che in fondo (molto in fondo) è un essere umano pure lui, e per questo soggetto ad errori. Abbiamo voluto introdurre così il nostro “Occhi puntati su…” per sdrammatizzare e sorridere un pò dopo una sconfitta che, grazie alla Sampdoria corsara a Milano, passa quasi indolore.

Cesare, tu quoque? Tradotto e riadattato in italiano corrente sarebbe, ”Succede anche nelle migliori famiglie…” che il gran mogol degli allenatori sbagli modulo, scelte, e gestione del turn-over, tutto nella stessa partita. Altro motivo di conforto quindi, meglio tanti errori in un'unica soluzione che pochi spalmati su più occasioni, con tanti saluti a monsieur Lapalisse. Vediamoli ad uno ad uno:

IL MODULO DI GIOCO - Fiorentina schierata con il rombo, Montolivo vertice alto, Liverani regista basso e Donadel e Kuzmanovich vertici esterni. Quest’anno è la prima volta che i viola adottano questo sistema di gioco (l’anno scorso ricordo una sciagurata interpretazione di questo assetto tattico all’Olimpico contro la Roma), da sempre fedeli al 4-3-3 o in via alternativa al 4-4-2, ma mai il rombo. Prandelli ha probabilmente avuto timore del folto centrocampo napoletano, schierato a cinque, e del loro movimento continuo fatto di inserimenti tra le linee. Se così fosse già suona strano il termine “timore”, che non appartiene al vocabolario di Cesare e che, fra l’altro, è notoriamente contrario agli esperimenti dell’ultimora. Poi classifica canta…tra Fiorentina e Napoli c’erano 17 punti di differenza e semmai i timori potevano essere inversi. Unico atout per i partenopei l’ambiente, il catino del San Paolo, e la partita in notturna, meglio di un viagra per la squadra di Edy Reja (quest’anno protagonista di 6 vittorie su altrettanti match disputati sotto la luce dei riflettori). Hanno avuto ragione loro.

LE SCELTE DEI GIOCATORI - A parlar dopo son bravi tutti, ma che Lavezzi fosse il pericolo numero 1 per la difesa viola era scontato, per velocità, rapidità di movimenti, tiro da fuori…e con Gamberini ai box per infortunio i rischi apparivano evidenti. A prescindere dalla doppietta, l’argentino ha tagliato a fette più volte la zona di Pasqual e ridicolizzato sullo scatto Dainelli in occasione del primo gol. Ci permettiamo di osservare che, una tantum (sappiamo che il mister non “vede” questa soluzione), Potenza sull’out destro, Ujfalusi centrale e un turno di riposo a Dainelli, sembravano scelte obbligate ma tant’è…

GESTIONE DEL TURN-OVER - Tre giocatori sull’orlo di una crisi…di stanchezza, Liverani, Kuzmanovich, e Montolivo. A loro aggiungiamo Pasqual, ma potremmo amabilmente chiosare, la crisi dell’ex aretino dura da due anni e poi domenica scorsa era stato a riposo per squalifica). Liverani aveva giocato 90’ minuti contro il Genoa e, su stessa ammissione di Prandelli, gli ultimi 15 in riserva; l’anagrafe (questo lo diciamo noi) ha evidentemente le sue regole. Kuzmanovic, invece, ha caratteristiche opposte a Liverani, tatticamente e sulla carta d’identità, ma gioca ininterrottamente da tempo immemore e anche lui avrebbe diritto di tirare il fiato. Idem dicasi per Montolivo (a parte Frey, Riccardo è secondo dietro Gamberini nella graduatoria viola per minuti giocati), che è in rosso fisso e ne ha ben donde. Certo le alternative non abbondavano, e ricordiamo a completamento della serata negativa, la squalifica di Gobbi, le indisposizioni di Semioli, Santana e Jorgensen, oltre a quella di Gamberini; però giocando a tre nel mezzo e i canonici tre davanti, con Pazzini titolare e Papa Waigo esterno offensivo di destra, si dava un turno ad uno dei tre sopracitati e forse...

Sono congetture, supposizioni, forse discorsi da bar lo riconosciamo, però ci piace credere che possa sbagliare anche il “Mago di Orz” , e forse più dei suoi errori potè la stanchezza dovuta al doppio impegno Coppa-Campionato…ma forse questo è meglio dirlo sottovoce.

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