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tmw / fiorentina / Primo Piano
Quando lo sport supera i muri: giornalisti e detenuti in campo al 'Gozzini'
Oggi alle 16:30Primo Piano
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

Quando lo sport supera i muri: giornalisti e detenuti in campo al 'Gozzini'

C'è un campo in mezzo ai palazzoni di Sollicciano. Un po' erba e un po' di fango, misure e porte non regolamentari (non si sa se è pensato per un calcio a sei, sette o otto), ma per chi lo vive tutti i giorni deve sembrare il Bernabeu. Siamo all'interno della Casa Circondariale Mario Gozzini, a due passi dal carcere di Sollicciano, in un istituto di pena che è un distaccamento dell'edificio principale. Su questo campo, stamani, giornalisti toscani e detenuti hanno dato vita a una partita di calcio organizzata dalla Uisp. Lo sport, al suo massimo, e per il suo fine massimo. Lo sport, soprattutto, come strumento per abbattere barriere sociali, capace di azzerare le differenze appena il pallone rotola in campo. L'evento si inserisce nel percorso di attività sociali e sportive promosse dall'Ussi Toscana, protagonista sul terreno di gioco con la propria selezione.

Ritrovo alle 9.30, poi "pre-partita" condiviso in una delle sale della struttura, con l'assessora allo sport Letizia Perini che ha parlato sottolineando l'importanza di iniziative del genere nel tessuto sociale fiorentino. Accanto a lei Franco Morabito, presidente Ussi Toscana, Giampaolo Marchini, presidente Ordine dei giornalisti della Toscana, Maria Adele De Francisci, caporedattrice Tgr Rai Toscana, Nicola Armentano, delegato allo sport della Città Metropolitana di Firenze, Gabriella Bruschi, presidente di Uisp Firenze, Marco Ceccantini, presidente di Uisp Toscana. Tutti uniti nel ribadire la funzione dello sport come linguaggio universale e occasione di riscatto. Un messaggio semplice, ma che può salvare qualcuno, o almeno permettergli di staccarsi per un'oretta da una realtà opprimente.

La situazione delle carceri italiane è sempre più drammatica e anche le strutture a pochi passi da noi non fanno eccezione: soltanto tre giorni fa i detenuti di Sollicciano si sono rifiutati di rientrare nelle proprie celle per la mancanza di acqua calda; sempre a Sollicciano, il tasso di sovraffollamento ha toccato il 146%; l'associazione Antigone ha più volte ribadito che per i parametri igienico-sanitari una struttura come quella di Firenze dovrebbe essere chiusa da tempo. Le condizioni ai limiti dell'umano portano alle conseguenze più estreme. Dei 124 suicidi avvenuti in carcere in Italia, tre sono avvenuti a Sollicciano, mentre il dato dei tentati suicidi è di 69 (uno dei più alti in Italia). Una realtà vicinissima ma lontanissima, che tanti non possono e non vogliono vedere. Un enorme mostro nell'armadio che lo sport da solo non può combattere. Ma da qualche parte bisognerà pure iniziare.

E allora della giornata di oggi, più che della partita in se - per dovere di cronaca, la rappresentativa Ussi, in cui figuravano i 'nostri' Andrea Giannattasio, Alessandro Di Nardo, Giacomo Galassi e Ludovico Mauro, ha vinto per 4-2 - ci portiamo dietro soprattutto l'appello fatto da Vincenzo Tedeschi, il direttore della Casa Circondariale Gozzini, che prima della partita ha chiesto aiuto per rifare il terreno di gioco all'interno della struttura, ci portiamo soprattutto dietro la risposta affermativa del Comune - nella figura dell'assessora Perini - e l'impegno di Palazzo Vecchio e Ussi per regalare nel 2026 un campo migliore. Si parte da lì, o almeno ci si prova. Non sarà mai il Bernabeu, ma per quelli che lo vivono tutti i giorni questa è comunque una bella notizia.