Con Vanoli il primo passo indietro (con Pioli no, perché non c’erano mai stati passi in avanti…). Dzeko è una delusione, non solo per le parole, ma soprattutto per il rendimento. Domani a Bergamo sperando che il calcio non sia logico
Non varrebbe la pena ritornare sulle frasi di Dzeko pronunciate dopo la quinta sconfitta (su otto partite ufficiali) al Franchi, ma quando ti ci tirano per i capelli come fai a stare zitto. Chissà cosa pensava di trovare tornando dalla Turchia per svernare a Firenze, forse un tappeto di petali di rosa. Scusaci Edin se ti abbiamo fatto arrabbiare: è vero che fate “cacare”, come dici tu, è vero che noi paghiamo il biglietto per entrare in uno stadio deprimente a tifare per una squadra deprimente che gioca partite deprimenti e le perde tutte davanti ai nostri occhi, ma noi dobbiamo amarvi lo stesso. Solo applausi per leoni come voi, solo carezze per chi ci mette il sangue che ci mettete voi.
Confesso di essere uno dei grandi delusi non per quelle parole (buttate via come la sua ultima prestazione), ma per il rendimento di questo giocatore che un tempo faceva meraviglie in campo. Pensavo che, nonostante l’età, fosse ancora in grado di aiutare la squadra e invece niente. Se si pensa alla sua stagione si vede il vuoto, come per il resto della Fiorentina.
Il problema semmai riguarda la società: nelle condizioni in cui si trovano la squadra e il club stesso, con un presidente che purtroppo non può muoversi da New York e con una dirigenza sempre più assottigliata e priva di riferimenti di dichiarata esperienza, questa società può permettersi uno scontro ancora più violento (nelle parole, sia chiaro) e più frontale con la tifoseria?
Questa è una stagione folle per la Fiorentina. Finora nessuno è riuscito a spiegare davvero cosa stia succedendo al Viola Park. Ci sta provando Vanoli, con tutte le sue energie, come si è visto anche durante la partita con l’Aek: per quanto si agitava, Italiano al suo confronto sembrava un chierichetto a servir messa. Vanoli aveva visto un miglioramento a Marassi (ottimista il tecnico), poi quel miglioramento si era visto davvero nei primi venti minuti del secondo tempo contro la Juve: quanto meno rabbia e carattere c’erano. Cinque giorni dopo, un altro crollo.
Dice: ma chi se ne frega della Conference. E già questo è un errore: la Conference è comunque una coppa e arrivare fino in fondo (o quasi come l’anno scorso) aiuta una squadra a credere in se stessa. Può la Fiorentina di giovedì credere nei suoi mezzi?
Con Pioli non c’erano stati passi indietro, nel senso che non c’era mai stato un passo in una direzione o nell’altra. Era stata una non-squadra dall’inizio alla fine della sua gestione. Con Vanoli era sembrato che qualcosa, qualcosina, si stesse muovendo, e invece ecco il ritorno a zero. E ora che succede? Domani a Bergamo come finisce? Il calcio è l’insieme illogico di tante logiche e solo questa può essere la fortuna della Fiorentina.
Il 3-0 di Francoforte mette l’Atalanta su un piano oggi inarrivabile per i viola. La squadra di Palladino ha segnato tre gol in cinque minuti, spazzando via i tedeschi. Il giorno dopo la Fiorentina ha combinato un altro disastro. La logica suggerisce una nuova sconfitta per i viola, ma talvolta i ragionamenti e le valutazioni della vigilia mettono l’osservatore fuori strada.
Cosa serve alla squadra Vanoli lo sa bene. In Spagna le chiamano huevos, dos huevos. Difesa a tre, difesa a quattro, centrocampo a due, centrocampo a tre, un attaccante, due attaccanti, tre attaccanti: oggi non può essere una scelta tattica a spingere la Fiorentina fuori da questa crisi spaventosa e mai vista in cent’anni di storia. Oggi servono quelle huevos, quel coraggio e quel carattere che un anno fa non facevano difetto a questi giocatori.
Perché il mistero sta proprio qui: la squadra, per dieci undicesimi, è la stessa della stagione scorsa quando c’erano De Gea, Pongracic, Pablo Marí, Ranieri, Dodô, Mandragora, Fagioli, Gosens, Gudmundsson e Kean. Contateli: sono dieci, manca soltanto Cataldi. E allora cosa è successo? Perché vi siete persi? Pioli non vi convinceva? Vanoli nemmeno?
Qualche partita l’ho vista in carriera, qualche squadra l’ho seguita, ma non ricordo un altro caso come questo, dove è impossibile capirci qualcosa. Vedi la Fiorentina e non ti rendi conto di come abbia fatto a finire così. Speriamo, per Firenze, che non finisca davvero così.








