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Antognoni compie 72 anni: il racconto di quando la Fiesole esultò...per un gol subitoTUTTO mercato WEB
© foto di Andrea Pasquinucci
Oggi alle 10:00Copertina
di Alessandro Di Nardo
per Firenzeviola.it

Antognoni compie 72 anni: il racconto di quando la Fiesole esultò...per un gol subito

C'è un bandierone che campeggia da più di un decennio in curva Fiesole, il soggetto raffigurato sopra oggi compie 72 anni. Nel cuore del tifo viola, al diktat "i giocatori vanno e vengono, la fede resta" hanno fatto un'eccezione solo per lui. Un gigantesco lenzuolo bianco su cui c'è scritto, in viola, "Onora il padre". Sotto la scritta c'è un volto, quello di Giancarlo Antognoni. Per tutti, a Firenze, l'Unico Dieci, ma nell'epica che accompagna questa figura è proprio questa frase, questo simbolo, che forse rimane più impresso. Per tanti fiorentini, anche per chi non l'ha visto giocare, Giancarlo Antognoni è uno di loro, una figura familiare, il capostipite del fiorentinismo. Semplicemente, il padre (o il babbo come si dice da queste parti).

Più dei 15 anni vissuti col giglio sul petto, dei no a Juventus e alla Roma, del record di presenze nella storia del club, per spiegare cosa è stato - e cos'è - Giancarlo Antognoni per questa città è una partita, una delle poche giocate in carriera senza il viola addosso. E' il 21 febbraio 1988, Antognoni si è separato da poco meno di un anno dalla Fiorentina e torna per la prima volta a Firenze "da avversario" con la maglia del Losanna, per un'amichevole organizzata soprattutto per lui. E di fatti, nonostante un momento in cui il popolo viola sta soffrendo per l'andamento incerto del campionato, quel giorno il Franchi è praticamente pieno. In un impianto contingentato per i lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali del '90, ci sono 15mila persone. La curva Fiesole è piena per una gara che non conta nulla ma vale molto per tutti i presenti. E all'86', quando il dieci punisce per la prima e unica volta la Fiorentina con il gol del pari, succede l'imponderabile. Tutti i presenti esultano come se avesse segnato la Fiorentina, che in quel caso il gol l'aveva subito. Per tutti sarà però il gol preso più bello della loro vita. 

Dirà il tecnico del Losanna Barberis a fine partita: "Antognoni qui è un Dio, uno di loro. Sapevamo che a Firenze gli volevano bene, ma qui è successo il finimondo, non riesco a spiegarmelo". Il rapporto tra Antognoni e la Fiorentina, che continuerà anche ben oltre il suo ritiro dal calcio giocato, rimane qualcosa di difficile da spiegare. Rappresentato da quel bandierone e da quella frase che svetta su tutti, da chi l'ha visto alle generazioni successive, un simbolo eterno, infinito. Diceva Confucio -Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito-. Ecco, forse proprio per questo il ragazzo che giocava guardando le stelle, così come lo ribattezzò  Vladimiro Caminiti, è stato l’unico che a Firenze è riuscito a sfiorare il concetto di infinito.