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tmw / fiorentina / L'editoriale
VARGAS, ULTIMA CHIAMATATUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 10 ottobre 2011, 00:00L'editoriale
di Mario Tenerani
per Firenzeviola.it

VARGAS, ULTIMA CHIAMATA

La rubrica settimanale di Mario Tenerani, giornalista de ''Il Giornale della Toscana''

Jovetic è tornato a buoni livelli dopo un anno di inattività; Montolivo sta dimostrando di essere impermeabile alle polemiche; Cerci come un salmone ha saputo risalire la corrente di un ambiente ostile; El Tanque Silva ha diritto per 'contratto' ad un periodo di ambientamento nel calcio italiano. L'unico che manca ancora all'appello è Vargas. C'è attesa per il suo ritorno perché di aspettare la Fiorentina non ne può più. Forse anche tanti tifosi. Il tempo per il mancino è scaduto. A suonare la campanella è stato qualche giorno fa l'ad viola Mencucci: "Non tollererò più nessun ritardo dopo la pausa della nazionale, stavolta scatterà la multa". Un modo come un altro per avvisare il navigante Vargas, per richiamarlo ad un impegno più serio. Giocherà nella notte tra mercoledì e giovedì con in Cile col Perù e poi dovrà rientrare velocemente, con tanta voglia di fare bene. C'è qualcosa che non torna in Vargas: nessuno coltiva dubbi sull'efficacia del suo sinistro, sull'esplosività della corsa, sull'imponente fisicità, sulla precisione del tiro e la conseguente capacità realizzativa, eppure lui è ancora magnificamente incompiuto. Un giocatore da club mondiale, ma nessuna squadra planetaria lo hai mai acquistato. Ad oggi la società più prestigiosa che ha creduto in Vargas è la Fiorentina che però non può essere annoverata nel lotto di Barcellona, Real, Chelsea, Manchester (City o United), Inter, Milan... Vargas ha vissuto da protagonista una stagione a Catania e alcuni spezzoni di annate a Firenze. Non è un caso che la società viola, anche forzando il listino, abbia messo sul mercato il mancino senza trovare però risposte economiche adeguate. La continuità non è stata una sua fedele compagna di viaggio. Un peccato perché quando l'esterno ha deciso di far vedere gran parte del suo repertorio, tutti hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte ad un calciatore di grandissimo spessore. La discontinuità può essere figlia di molti fattori: mancanza di personalità, troppi infortuni, poca concentrazione, una maturazione da acquisire per gradi, una vita fuori dal campo poco professionale. Ma può essere anche una caratteristica che ingloba un po' di tutto quello che abbiamo detto oppure anche niente, ma che diventa ineluttabilmente un limite nella carriera. Il calcio ha tanti giocatori che per qualità avrebbero potuto essere formidabili, ma che non sono mai riusciti ad esserlo... La speranza è che Vargas sia in una fase di passaggio: da ottimo giocatore a campione, magari un giorno fuoriclasse. La Fiorentina intanto si accontenterebbe di 25-30 partite costruite su prestazioni superiori alla media. Il valore di Vargas si misura su un percorso di costanza nel rendimento alto. Nella squadra di Mihajlovic Vargas può essere soltanto un valore aggiunto, non normale. Vargas deve decidere cosa vuol fare da grande: proseguire con l'intermittenza di luci e ombre oppure consegnarsi al definitivo salto nell'Olimpo, quello che talento e muscoli imporrebbero d'ufficio. Aiutando se stesso aiuterà la Fiorentina. Altrimenti resterà un magnifico incompiuto. Una straordinaria occasione persa. Non sarebbe la prima e neppure l'ultima.

Mario Tenerani

giornalista de Il Giornale della Toscana

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