L'EDITORIALE - Quali le cause della sconfitta?
Dopo ben 579 giorni di imbattibilità, il Matusa torna ad essere espugnato. Un anno e mezzo fa fu il Sorrento in una gara di fine campionato ad avere la meglio su un Frosinone salvo e carente di motivazioni, due giorni fa invece è stata una battagliera Ternana a superare un Frosinone incappato in una giornata storta.
Una giornata storta, dunque. Sì, perché non si può definire diversamente la prestazione sotto tono della formazione di Stellone. Ma quali le cause di una débâcle? Tante. Proviamo ad analizzarle.
Mister Stellone forse è ricorso troppo spesso ad un turn-over massiccio? Potrebbe essere, ma potrebbe essere stato così anche quando il Frosinone ha stravinto a Lanciano, o fermato tra le mura amiche un Avellino in fase ascendente. Il tecnico sa di avere ventidue-ventitré giocatori tutti utili alla causa e giustamente li utilizza tutti. Quando il turn-over ha “pagato” in termini di punti, allora viva Stellone, quando invece il Frosinone deve tornare a casa con le pive vuote, abbasso Stellone. No, non ci siamo.
Sono mancati dei giocatori chiave e chi li ha sostituiti non è stato all’altezza? Potrebbe essere, le assenze di Gori e Paganini, unite alle scelte di lasciare in panchina Zanon, Dionisi e Masucci, giusto per dirne alcuni non ha pagato, ma difficilmente Stellone poteva fare diversamente. Certo, il gioco sulle fasce ha accusato una difficoltà di manovra eccessiva, unita ad una giornata storta di qualche elemento, che nell’arco di un campionato lungo e dispendioso ci può stare, ha fatto sì che la Ternana tornasse in Umbria con i tre punti.
È mancata solo una buona dose di sfortuna? Potrebbe essere, perché se il migliore della Ternana è stato il portiere Brignoli, beh, vuol dire che il Frosinone da quelle parti c’è stato. La parata d’istinto (per non dire di fortuna…) sul tiro di Daniel Ciofani è portentosa. Ma insieme a un po’ di sfortuna la squadra di Stellone doveva mettere qualcosa in più sul campo, perché la Ternana ha vinto sì 1-0, ma avrebbe potuto arrotondare il punteggio.
Nel Frosinone mancavano le motivazioni, con qualcuno che già pensava al prossimo impegno di Bologna? Potrebbe essere anche questo, perché una squadra che per tutta la partita ricorre al fallo solamente 8 volte (contro una media per gara di circa 20 falli) vuol dire che è mancata un po’ di cattiveria agonistica. Ma onestamente non ci sentiamo di pensare che i calciatori stiano pensando ad un altro impegno. Abbiamo elogiato spesso la gestione del gruppo di Stellone, Giannitti, Salvini, Stirpe ecc., abbiamo elogiato spesso anche la maturità degli uomini di Stellone, sinceramente potremmo mettere la mano sul fuoco che chi è sceso in campo abbia dato il massimo.
E allora quali le motivazioni? Un po’ di tutto probabilmente… Un pizzico di fortuna in più, alcune scelte di Stellone che con il senno del poi sarebbero potute essere diverse e un pizzico di cattiveria agonistica in più avrebbero consentito al Frosinone di non uscire con zero punti. A tutto poi aggiungiamo anche la prestazione più che positiva della Ternana, perfettamente schierata in campo con un 5-3-2 che non ha lasciato spazio di manovra al Frosinone.
La sconfitta vista nella singolarità della gara brucia e obbliga tutti a trarre quanto più di positivo da quanto non ha funzionato, ma vista della globalità del campionato non fa male. Il campionato del Frosinone continua a rimanere più che positivo e nessuno mai ha pensato il contrario. Non ci stancheremo mai di dirlo, in un campionato così lungo, sapevamo che doveva arrivare il momento del primo stop casalingo, sapevamo che prima o poi qualcuno espugnasse il Matusa. Si riparte quindi, con la convinzione e la consapevolezza che un stop ci può essere, ma che ci si deve rialzare e continuare la propria marcia. Avanti Frosinone!


