Intervista TF – Amedeo Di Sora (Alè Frosinone): “ Il Cav. Benito Stirpe mi disse : la tigna ciociara ci porterà in serie A”.
Abbiamo oggi l’onore di intervistare Amedeo Di Sora, un decano del giornalismo, fondatore e direttore da 25 anni di “Alè Frosinone”, nonché ideatore e direttore, ormai da moltissimi anni, del “mitico” giornale satirico – La Uespa – puntualmente in uscita ogni anno, nella settimana di Carnevale e molto noto in ciociaria proprio perché interamente scritto in forma dialettale”.
Dunque Amedeo, partiamo dall’ultimo match casalingo con la Salernitana, un Frosinone bello nella prestazione ma poco incisivo davanti alla porta. Pensi che siano 2 punti persi?
“No, non sono 2 punti persi perché il Frosinone è sceso in campo con una formazione largamente rimaneggiata, quindi ha disputato una buona gara. E’ un peccato perché ha creato 3-4 limpide occasioni per passare in vantaggio e non le ha concretizzate, in particolare grida ancora vendetta il palo di Rohden e un’altra grande occasione capitata a Zampano. Tutto sommato il Frosinone ha messo in vetrina una prestazione positiva che conferma il buon momento che sta attraversando la squadra”.
Il Frosinone, anche se falcidiato da questo Covid, dagli infortuni e giocatori fuori dal progetto societario, ha ottenuto un filotto di risultati utili, 11 punti in 5 partite, risalendo la classifica fino all’attuale terzo posto. Quale è il tuo pensiero a proposito?
"Devo dire francamente che il Frosinone mi sta piacendo, è una squadra sulla quale si può cominciare a fare affidamento nonostante tutti i problemi che ha avuto, così come li hanno avuti anche altre squadre, specialmente quelli legati a questa pandemia. Purtroppo, per i motivi che hai detto, il Frosinone in questo momento ha a disposizione una rosa molto ristretta e proprio nel momento clou del girone di andata, dove ci sono tanti incontri ravvicinati, per cui è già difficile preparare le partite ogni tre giorni, figuriamoci adesso che non si ha a disposizione l’intera rosa. Quindi è chiaro che la squadra in queste condizioni sta facendo molto bene, aldilà di ogni più rosea previsione, e lo dimostra la classifica, dove i primi 8 posti sono occupati dalle squadre che ci si aspettava potessero recitare un ruolo di primo piano”.
Nelle ultime 5 partite, si nota che qualcosa è cambiato nell’atteggiamento dei giocatori che scendono in campo. Sembra che adesso i ragazzi di Nesta siano molto più coesi, una vera squadra insomma, a prescindere da chi viene schierato. Che idea ti sei fatto?
“Il Frosinone, come detto, mi sta piacendo, dimostra di essere squadra e approccia le partite con un atteggiamento positivo, con il piglio giusto, cerchiamo di giocare creando occasioni e stanno venendo dei bei risultati. Adesso vediamo un Frosinone diverso da quello di inizio stagione e qui si vede anche la mano dell’allenatore”.
Secondo te, quanto è il merito del Mister di aver creato un gruppo così granitico?
“Nesta è stato un grandissimo giocatore e diventerà un bravo allenatore, come molti ex suoi compagni di Nazionale, cito Gattuso e i due fratelli Inzaghi. Trovo che stia facendo il suo onesto lavoro e in quest’ultimo periodo ha avuto un po’ più di coraggio rispetto a quanto dimostrato nelle prime giornate. Adesso sta dando spazio a tutti, un po’ per convinzione e un po’ per necessità. Ad esempio mi ha stupito molto la conferma di Carraro nel ruolo di regista arretrato e Maiello schierato come mezz’ala, questo è sintomo di qualche idea innovativa. Il problema attuale del Frosinone è la mancanza di attaccanti, perché con il solo Parzyszek e Ciano, che poi è un trequartista, si è dovuto un po’ arrangiare, sfruttando gli inserimenti in particolare di Rohden che sta giocando da seconda punta e peccato non abbia quel fiuto del gol che può avere un attaccante, perché meriterebbe palcoscenici più importanti della serie B”.
L’arrivo a capo dell’area tecnica di un uomo come Guido Angelozzi che valore aggiunto può dare a questa società?
“Che Angelozzi sia un dirigente di tutto rispetto, nessun dubbio, ma se vediamo il suo Curriculum, non è che abbia vinto molto, se si fa eccezione della promozione dello Spezia, dove era comunque un separato in casa, specialmente negli ultimi mesi in cui non era parte attiva della società. E’ sicuramente un dirigente esperto e conoscitore del mercato, però devo dire che Salvini nel suo Curriculum ha ben 2 promozioni in serie A, senza contare quelle in serie B. Quindi direi che Angelozzi, a mio parere, non é questo grande acquisto che tutti pensano. Perciò per risponderti, io non credo che il suo arrivo rappresenti un valore in più, assolutamente. Evidentemente, il Presidente Stirpe, ha in mente programmi dove Ernesto Salvini non rientrava più, dopo 14 anni. Non dimentichiamo che in questi anni, con Salvini, sono emersi giocatori importanti come Gori e Paganini. In definitiva, Angelozzi deve dimostrare il suo valore anche a Frosinone e soprattutto vincere qualcosa anche lui”.
Pensi che con un paio di ritocchi nel mercato di Gennaio la squadra possa ambire alla promozione in serie A?
“Io sono convinto che già così com’è, la squadra abbia i mezzi caratteriali e tecnici per puntare ai play off. Per quanto concerne il mercato di Gennaio, dalle notizie che ho personalmente, credo che il Frosinone non faccia nessun acquisto. La situazione economica del Frosinone non consente di fare investimenti importanti. Se poi si deve prendere, per necessità, una punta alternativa a Novakovich e Parzyszek, o si fa un investimento importante oppure è inutile prendere una mezza misura, è preferibile puntare come esterno su Tribuzzi oppure su una diversa collocazione di Ciano. Io mi auguro, ma credo che ormai non se ne faccia più niente, che possa essere recuperato un giocatore come Dionisi. La vicenda è nata da una ripicca di Angelozzi nei confronti del giocatore. Noi abbiamo uno degli attaccanti più importanti della serie B, e per un capriccio o un puntiglio del DS, (mi risulta abbiano avuto uno scontro verbale), Dionisi si ritrova fuori rosa ed umiliato ad allenarsi da solo. Queste cose secondo me non si fanno, anche perché Dionisi in 6 anni ha scritto pagine indelebili della storia del club. Faccio una considerazione molto semplice, ammesso che l’attaccante abbia sbagliato, si poteva risolvere il problema con una multa, anche salatissima. Perché rinunciare ad un giocatore che avrebbe fatto comodo in molte partite?”.
Per finire, ci piacerebbe fare con te un amarcord: tu che hai sempre seguito le vicende dei canarini, puoi dirci quale è stato uno dei momenti che ricordi con più piacere nella lunga storia del Frosinone?
“Potrei raccontarne a bizzeffe, ma c’è un episodio che custodisco gelosamente e ricordo con affetto ed un pizzico di nostalgia. Quando scrissi un libro sulla storia del Frosinone, regalai la prima copia al Cav. Benito Stirpe, di cui ero molto amico. Il giorno che andai a portargliela nella sua azienda a Torrice, lui mi disse: “Guarda, la C1 (dove giocava in quel periodo il Frosinone ndr.) non è niente! Noi faremo la serie B, e ascolta bene quello che ti dice Benito, noi arriveremo anche serie A! La Juventus verrà a giocare a Frosinone, perché la –tigna- ciociara ci porterà a calcare tutti i campi della serie A. Io naturalmente sorrisi a questa affermazione perché era davvero impensabile in quei tempi che dalla C1, il Frosinone potesse arrivare nel massimo campionato. Ma la visione del Cavaliere si rivelò giusta. Vorrei concludere con questa frase: il calcio è lo sport più bello e seguito del mondo perché ti permette di sognare e a volte i sogni si realizzano”.


