L’EDITORIALE – Derby rinviato, un po’ hanno perso tutti…
Adesso è ufficiale: Frosinone-Latina domani non si giocherà. La gara è stata rinviata a data da destinare. Il motivo ormai è noto, non ci sono i presupposti minimi di sicurezza per far disputare una gara così importante in queste condizioni. Le decisioni della Corte d’Appello hanno ridotto da due a una le giornate di chiusura dei settori dei distinti e della tribuna centrale, facendo restare di fatto chiusi i settori per il derby. E allora la forte presa di posizione dei tifosi ha fatto decidere ai vertici degli organi di sicurezza di rinviare la gara e, quindi di fatto, confermare la chiusura dei settori per la prossima gara utile, che adesso sarà Frosinone-Pescara.
Ma è stata la scelta giusta? Questo non lo sappiamo, ma possiamo dire che è stata la scelta inevitabile. Una scelta che lascia più che l’amaro in bocca, perché queste cose non appartengono al calcio, o quantomeno non appartengono al calcio che sogniamo. Però non sarebbe stato giusto privare tanti e tanti tifosi della possibilità di assistere ad una gara così importante.
Sapete la storia della camicia abbottonata male? Un aforisma dice “Se si sbaglia ad allacciare il primo bottone di una camicia di conseguenza si sbaglieranno tutti gli altri”. Le ultime decisioni “discutibili” sono tutte figlie di decisioni altrettanto discutibili nate prima. Tutto nasce a monte, da un referto assolutamente paradossale presentato dall’arbitro Aureliano. Tralasciando i tantissimi errori del direttore di gara durante Frosinone-Virtus Entella, che seppur imbarazzanti, dobbiamo accettarli, quello che troviamo assurdo è quanto l’arbitro ha poi refertato, parlando di tentativi di aggressioni, di pericoli di incolumità fisica, fughe attraverso uscite di sicurezza, e così via. Da lì in poi ad errore si è aggiunto errore.
Dapprima il Giudice Sportivo, che ha stangato il Frosinone con chiusure di settori e squalifiche esemplari. Ci saremmo aspettati delle pene commisurate ai reati commessi, invece abbiamo dovuto commentare delle decisioni di una gravità assoluta. Poi la decisione della Corte d’Appello che non se l’è sentita di sconfessare in toto l’arbitro, nonostante i rapporti degli organi di sicurezza che raccontavano di episodi diversi rispetto a quelli raccontati da Aureliano. Infine la decisione di stamattina del rinvio.
In tutta questa storia ha vinto qualcuno? No. Nessuno. Ma di certo hanno perso in tanti. Hanno perso le istituzioni calcistiche, che avrebbero potuto fare di più, hanno perso gli organi di giustizia sportiva, perché quanto deciso è più che discutibile, sia per contenuto che per tempistiche (decisioni arrivate a meno di 48 ore dalla gara, non dimentichiamolo). E di certo non hanno vinto gli altri. Perché i tifosi in questa storia sono solo la parte lesa, sono coloro he subiscono le decisioni talvolta assurde di organi chiamati a “giudicare”. I tifosi, sia quelli del Frosinone ma anche quelli del Latina, si trovano dunque a vivere (così come successo per l’andata) un derby “a metà”. Certo alla presenza di tutto il pubblico ma presumibilmente in un giorno lavorativo, con tutti i problemi che ciò comporta. Ma così è. Non ha vinto neanche la squadra, perché adesso si troverà un aprile denso di impegni importanti per la volata finale di campionato. Non ha vinto nessuno, anzi, un po’ abbiamo perso tutti.
E allora, finito questo teatrino al quale avremmo fatto volentieri a meno, rituffiamoci nel calcio giocato, quello che più piace a noi. Tra cinque giorni il Frosinone sarà di nuovo in campo a Trapani. E trasformiamo questo mix di rabbia, delusione, incazzatura e anche un pizzico di triste soddisfazione in grinta, in energia positiva da buttare in campo. Già da giovedì sera a Trapani…


