L’EDITORIALE – Frosinone, il film di una stagione da raccontare…
Archiviata nel migliore dei modi la stagione sportiva 2014/2015, è tempo di trasformare in ricordo quello che abbiamo vissuto. E allora che cosa porteremo di questa stagione nel nostro personale libro dei ricordi? Facile, tutto! Tutto va ricordato, tutto va archiviato perché “tutto” è servito per arrivare ad un traguardo storico.
Siamo partiti in un luglio neanche troppo caldo, memori ancora dei festeggiamenti dei play-off sul Lecce con una squadra confermata in blocco, con solamente qualche innesto. Bene in amichevole, meno bene alla prima uscita ufficiale quando il Como in Tim Cup ha avuto la meglio ai rigori di un Frosinone leggero avanti. Si parte con il campionato, arriva la prima vittoria contro il Brescia di Iaconi, con il tecnico abruzzese come a dare un simbolico passaggio di consegne nel cuore dei tifosi a Roberto Stellone. Siamo passati attraverso la prima sconfitta a La Spezia, al pari in casa all’ultimo respiro con il Bari, poi il roboante 5-1 di Lanciano, che ha mostrato al mondo pallonaro quanto forte possa essere questo Frosinone. I pari in casa con l’Avellino e a Vercelli hanno fatto capire invece che anche le avversarie sono forti, non sarebbe stato facile lottare per le posizioni alte di classifica. Poi il boom: tre punti contro avversari temibili. Prima il Catania, squadra in crisi ma fortissima, battuta grazie ad un gol di Paganini, poi il colpaccio a Perugia con il gol di Dionisi, una piccola rivincita di quanto accaduto l’anno prima, e il 2-0 senza storia contro il Modena. Questo Frosinone è forte e può dire la sua in chiave play-off. Si sente aria di derby e la trasferta di Chiavari e il pari in casa con il Varese sono da dimenticare.
Il derby, appunto. Il primo Latina-Frosinone in serie B non ha avuto storia, un 1-4 a domicilio che rimarrà negli annali, che consegna un Frosinone forte, che ha trovato in Gori-Gucher la coppia insostituibile a centrocampo, che ha mostrato Dionisi, Ciofani e Curiale sempre presenti. Sulla scia positiva del debry, arriva anche il netto 4-1 in casa con il Trapani. L’euforia canarina viene taciuta dal ko di Pescara, ma il 5-1 (!) con il Livorno in notturna riaccende gli animi. Si va a Carpi, contro la squadra rivelazione; i canarini giocano nettamente meglio e conquistano un buon pari a casa della capolista. In casa con la Ternana arriva il primo (e unico) ko stagionale, ma a Bologna il Frosinone fa capire la propria forza, nonostante un 2-2 che sa di rimpianto. Comincia un periodo non luminoso, con il Cittadella in casa che agguanta i canarini all’ultimo, la débâcle di Crotone, la vittoria di misura con il Vicenza con il gol di Gori.
Pausa, si riparte. Male. Il Frosinone non è più lo stesso. Tre gare, un punto, tanti gol subiti: 3-1 a Brescia, 1-1 con lo Spezia, 4-0 a Bari. Con il Lanciano il Frosinone si riprende, ma deve capitolare ad Avellino. Così non si arriva ai play-off. Serve l’inversione di rotta, perché il Frosinone rischierebbe di gettare tutto alle ortiche. E allora arrivano nove punti in tre gare: prima il 3-2 non senza difficoltà con la Pro Vercelli, poi il colpaccio al Massimino, infine il nuovo successo contro il Perugia. Il Frosinone non è morto, nonostante la caduta di Modena. Anzi, il Frosinone è vivo, anche se le serve quel pizzico di cattiveria agonistica che le permetterebbe di giocare con maggiore cinismo.
Chi crede nel destino sa che tutto cambia in un Frosinone-Virtus Entella che alla vigilia sarebbe stato un match di routine. Sulla strada del Frosinone arriva il signor Aureliano da Bologna che ne combina di grosse, “regala” il 3-3 ai liguri ma scuote qualcosa nel sistema nervoso del Frosinone. Da allora i canarini si incazzano e la musica cambia. Quattro reti a Varese in trasferta, poi il derby rinviato che tutti ricordiamo con le polemiche che si sono succedute. Il ko di Trapani è solo un intoppo, subito dimenticato. I canarini mettono la quarta e non si fermano più. Prima il 2-1 in un Matusa semivuoto contro il Pescara, poi il derby di martedì pomeriggio deciso da Dionisi su rigore (due derby su due, neanche nel migliore dei sogni…), poi il pari a Livorno con le occasioni di Lupoli e Frara nel finale. Fa niente, perché il riscatto è vicino. Tre punti contro Carpi, Ternana in trasferta e Bologna lanciano il Frosinone in alto in classifica. La vittoria contro i rossoblù grazie alla inzuccata di Blanchard manda la squadra di Stellone a +4, a un passo dalla A. A Cittadella i mille tifosi vorrebbero festeggiare, ma i veneti riacciuffano un pari nel finale. Festa rinviata alla settimana dopo, quando il Crotone viene battuto senza storia per 3-1, con Dionisi e Ciofani pazzeschi, Zappino provvidenziale. È festa per la serie A, adesso si può dire: serie A! I canarini poi salutano il campionato cadetto a Vicenza, la sconfitta non fa male, l’importante che l’anno prossimo i giallazzurri sono nell’olimpo del calcio, la massima serie nazionale. Uno spettacolo senza fine, ancora tanti devono realizzare che l’anno prossimo il Frosinone giocherà con Juventus, Roma, Inter, Milan, Sampdoria, Lazio e così via…
Ripassate questo percorso, scrivetelo nel vostro cuore, un giorno lo racconterete ai vostri nipoti, come se fosse una favola. A lieto fine! Ma lasciate spazio nel vostro racconto perché dovrà essere aggiornata, dovrete raccontare ancora tanti episodi, tante storie. Perché, siamo certi, che il meglio deve ancora venire…


