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La sua Atalanta è (nonostante tutto) una bellezza. A Gasp resta un solo limite da superare

La sua Atalanta è (nonostante tutto) una bellezza. A Gasp resta un solo limite da superareTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 22 giugno 2020 15:02Il corsivo
di Simone Bernabei

Vedendo la partita di ieri contro il Sassuolo, in molti saranno rimasti sorpresi (di certo chi scrive). L'Atalanta, dopo 100 e passa giorni di stop e soprattutto con sulle spalle il carico emotivo derivante dalle migliaia di vittime bergamasche, ha ripreso il filo esattamente da dove lo aveva lasciato. Prima del lockdown la Dea era in un momento di forma straordinario, per ricordarlo basta rivedere gli ultimi 2 risultati: vittoria per 7-2 in casa del Lecce in campionato, successo per 4-3 al Mestalla di Valencia negli ottavi di Champions League. Una macchina da gol perfetta che dopo più di tre mesi trascorsi in garage ha riacceso il motore senza incertezza alcuna, è bastato solo fermarsi al distributore e fare benzina per riprendere la marcia. I primi 10 minuti contro il Sassuolo sono serviti per calarsi nuovamente nel contesto calcistico, per tornare a pensare al pallone e non più a sirene di ambulanze e terapie intensive. Potevano oggettivamente volerci mesi, alla banda nerazzurra è bastato meno di un quarto d'ora. Perché a partire dal 15' della sfida contro il Sassuolo tutto è tornato (apparentemente) come prima. Il Papu Gomez che inventa, Gosens che ara la fascia, la difesa che martella e segna, Zapata in formato Scarpa d'Oro. De Roon e Freuler. Pasalic che dove lo metti sta e sta bene. Transizioni offensive, pressing alto e intensità. Insomma, sprazzi di super Atalanta. Di solita Atalanta. E infatti la partita da quel momento in poi è scivolata via liscia come l'olio, almeno fino 73'.

Dal nulla, il rosso a Gasperini - In quegli istanti l'arbitro Chiffi, circondato dalla perplessità dei 22 in campo, si è avvicinato alle panchine e ha sventolato il rosso diretto al tecnico atalantino. Per proteste, si è pensato lì sul momento. Ed in effetti così l'ha spiegata a fine partita Gasperini, anche se principalmente la sua ira era rivolta al Var Rosario Abisso più che al fischietto Chiffi. Nello specifico Gasp si è lamentato a più riprese col quarto uomo per i continui richiami del primo ufficiale all'on field review. Il gol annullato a Gomez per mani di Gosens già non era andato giù, poi via via tanti altri piccoli episodi che hanno fatto traboccare il vaso. "Ero un po' prevenuto nei confronti di Abisso e questo non va bene, ma l'espulsione è ingiusta", la sintesi del Gasp-pensiero a fine gara. I fatti a cui si riferisce riguardano la gara Atalanta-Cagliari, persa 0-2 dalla Dea. Nell'occasione, secondo Gasperini, l'arbitro Abisso condizionò la partita col rosso diretto per fallo di reazione di Ilicic e contemporaneamente contestò il mancato secondo giallo a Lykogiannis. Una vecchia ruggine riaffiorata in modo potente e prepotente ieri, con Gasperini spedito in tribuna e conseguentemente assente nel prossimo big match contro la Lazio. Un bel problema per la Dea, che comunque negli ultimi anni è stata abituata alle polemiche del suo allenatore nei post partita. In passato è successo col Cagliari appunto, ma come dimenticare per esempio le schermaglie con Federico Chiesa prima e col tifo gigliato del Franchi poi? Un aspetto spigoloso del carattere del tecnico di Grugliasco che fortunatamente non ha mai influenzato negativamente la squadra, ma su cui in ogni caso sarebbe giusto lavorare per evitare discussioni eccessive e squalifiche inopportune in futuro.

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