Inter tra disfattismo e ottimismo: la difficoltà delle valutazioni. Come si esce dalla maledizione dei big match?
Juventus, Napoli, Milan, Atletico Madrid. Con in mezzo, la vittoria in trasferta contro la Roma. Come può l’Inter rompere la maledizione degli scontri diretti, che dura sostanzialmente da oltre un anno? È tutta una questione mentale o c’è altro? Le sconfitte arrivate tutte nello stesso modo portano a pensare di sì, perché le partite sono state tutte di livello assoluto. La cosa più difficile da fare in questo momento, dall’esterno, è trovare un equilibrio tra le valutazioni.
Non cadere nel disfattismo, nelle critiche che guardano solo ai numeri ignorando ciò che si vede sul campo, ma nemmeno esaltare le partite fatte dall'Inter e dire ‘andrà tutto bene’ o è solo sfortuna’. Ormai gli indizi non sono più ingannevoli, sono numerosi da formare una prova. Che dice che l’Inter deve cambiare qualcosa al più presto… O forse no?
Come si esce da questo momento? Pensando più al risultato e non alla bellezza, al gioco? Diventando più sporchi e cattivi? Probabilmente l’attenzione sarà un elemento chiave per tornare a fare punti in questi maledetti scontri diretti, ma non si può non considerare il fatto che l’Inter abbia giocato più che bene tutte le partite incriminate e che le sconfitte siano state tutte immeritate.
Il tanto discusso percorso vale zero, è vero, ma quanto ancora può durare una striscia così negativa se le prestazioni sono quelle? L’Inter ha pagato oltremodo errori singoli, errori di squadra ed errori arbitrali. Soffermarsi sulle varie colpe ormai è inutile, rimuginare sui vari sbagli anche: si deve voltare pagina e reagire. Ma resettare e dimenticare quanto è stato fatto nelle partite perse sarebbe sbagliato. La squadra deve prendere coscienza di non essere fortissima, di non essere più forte delle rivali per lo Scudetto per qualche assegnazione divina, di aver perso fin troppe partite e del fatto che i punti negli scontri diretti vanno fatti. Non si può prescindere da questo.
Però attenzione a fare del disfattismo eccessivo. Perché la squadra è viva e crea occasioni, ma si sfalda sulle poche palle gol che concede e che hanno portato ai risultati che conosciamo. Tocca a Chivu trovare la ricetta per svoltare: ormai l’appuntamento con il Como è definibile a tutti gli effetti un big match, quindi Pisa e Venezia in Coppa Italia serviranno a ritrovare la fiducia. Nonostante i punti lasciati per strada negli scontri diretti, l’Inter si trova a -3 dalla vetta della classifica in Serie A e anche in Champions League.








