Restare per sempre al vertice. E' possibile?
Nei prossimi anni l’Inter ha la possibilità di restare al vertice permanentemente.
Il club si è dotato di una struttura dalla composizione inedita e un’efficacia evidente.
In tutta la sua storia, come era normale che fosse, l’Inter ha vissuto alti e bassi con cambi di proprietà, strutture differenti, uomini che hanno cambiato in bene e nel male il rendimento della squadra.
Nessuno può restare ugualmente competitivo in ogni stagione, ma può mantenere una filosofia che permetta di restare sempre tra i migliori. E’ quello che sta capitando da sei anni, a prescindere da ciò che è stato vinto. L’Inter parte ormai stabilmente come la favorita e porta a casa stagioni a cui i tifosi si stanno (speriamo di no), abituando.
Ma grazie a cosa l’Inter è diventata una società affidabile, nonostante qualche errore di valutazione?
Prima di tutto Oaktree è un proprietario molto attivo. Alejandro Cano e Katherine Ralph, i manager capofila, hanno una presenza fissa a Milano e nel consiglio di amministrazione, affiancati da Renato Meduri e Carlo Ligori (quest'ultimo con il progetto stadio).
Beppe Marotta, non a caso, ha definito Oaktree "una presenza costante ma silenziosa".
Il fondo fissa i parametri finanziari e strategici entro cui si deve muovere l'area tecnica. Tuttavia, le decisioni operative sono evidentemente delegate a Marotta, Ausilio e Baccin.
A differenza di altri club, Oaktree ha blindato la dirigenza. Lo dimostra anche l'acquisizione di una partecipazione azionaria da parte di Marotta, che ha ottenuto circa il 2,5% del club tramite un Management Incentive Plan legato ai risultati, cementando l'allineamento tra proprietà e management.
L'obiettivo primario di Oaktree è la stabilità economica, ma non è mai stato un mistero. Marotta ha accolto questo "diktat" e lo ha trasformato in una realtà operativa: l'Inter è in procinto di chiudere il bilancio 2025-26 con il secondo utile consecutivo (stimato oltre i 10 milioni di euro).
Sul controllo della spesa è stata trovata una quadra. L'era dei "parametri zero" e degli ingaggi pesanti per giocatori over 30 è finita. La gestione congiunta ha ridotto il monte ingaggi di 20-25 milioni di euro, grazie alle partenze di giocatori come Pavard, Correa, Taremi e Arnautovic.
La nuova strategia è chiara: ringiovanire la rosa investendo su giovani talenti, abbandonando la filosofia degli acquisti a costo zero o di giocatori a fine carriera. A dimostrazione di questo assunto, operazioni come quelle per Luis Henrique, Petar Sucic e Ange-Yoan Bonny hanno richiesto investimenti per quasi 70 milioni di euro. Non tutti sono rimasti soddisfatti delle scelte ma è il quadro generale che va osservato.
La proprietà ha inoltre stanziato un budget per il mercato estivo non inferiore a 50 milioni di euro, definito "trattabile" in caso di occasioni interessanti.
Sul tema delle infrastrutture c'è il capitolo più importante e in cui Oaktree ha impresso la svolta più netta. Il progetto del nuovo stadio (o della ristrutturazione di San Siro) è in cima all'agenda del fondo. In parallelo, Oaktree ha avviato un investimento da circa 100 milioni di euro per il potenziamento dei centri di allenamento (nuovi spogliatoi, centro medico all'avanguardia, campi e foresteria per il settore giovanile), con l'obiettivo di portare le strutture del club ai massimi livelli europei.
L'obiettivo non è solo vincere, ma anche aumentare il valore dell'Inter. Una strategia chiave è l'espansione commerciale, in particolare nel mercato statunitense, e il rafforzamento del marchio a livello globale. La vittoria dello scudetto e della Coppa Italia non sono solo trofei, ma leve economiche strategiche che hanno portato circa 30 milioni di euro di incassi, utili a mitigare il calo dei ricavi europei.
La squadra sta vivendo un fisiologico ricambio generazionale. Oaktree è consapevole che, per gestire l'addio di alcuni protagonisti del ciclo vincente, è fondamentale affiancare ai giovani elementi di esperienza, per mantenere alto il livello competitivo della squadra. L'obiettivo è costruire una rosa il cui valore di mercato possa raggiungere quota un miliardo di euro, allineandola ai top club europei.
In sintesi, la strategia di Oaktree non mira a vittorie passeggere, ma a creare le basi solide e i ricavi strutturali per un'egemonia duratura. Si tratta di un progetto che punta a colmare il divario con le potenze economiche europee, investendo in ciò che conta davvero per un club moderno: strutture all'avanguardia, una gestione oculata e un vivaio in grado di autosostenere il ciclo vincente.
Quello che preoccupava e forse preoccupa ancora oggi i tifosi è che senza l’attuale dirigenza c’è il rischio di finire come il Milan. E’ l’unica incognita, ovvero che mondo sarà quello dell’Inter quando Marotta, si spera il più tardi possibile, non ci sarà.






