Chi al posto di Dumfries e Palestra? Il fattore tempo gioca a favore dell'Inter
Si dice spesso che la fretta è cattiva consigliera, un antico adagio che calza a pennello con la situazione attuale in casa Inter dopo il mancato arrivo di Marco Palestra. Nel giro di poche ore le certezze di giorni sono andate a farsi benedire, spazzate via in un colpo solo dall'offerta impareggiabile messa sul piatto dal Chelsea (57 milioni più 3 di bonus per soddisfare in toto le richieste economiche dell'Atalanta, 5 milioni annui per sei stagioni al calciatore).
E ora? La domanda che si pongono un po' tutti è questa, dal tifoso sfegatato agli osservatori più neutrali: come si muoverà il club nerazzurro per colmare la voragine che si è aperta sulla fascia destra di Chivu? La realtà dei fatti è che ad oggi un piano B vero e proprio non esiste, per il puro e semplice fatto che le idee sul post Dumfries erano talmente nitide da non ammettere soluzioni alternative immediatamente percorribili.
In questi casi il rischio è quello di agire d'impulso, ma sarebbe sbagliato e infatti non sarà così anche se qualcuno dovrà per forza arrivare, considerando che al momento non esistono interpreti di ruolo in rosa, a meno di non considerare come tali Luis Henrique e Diouf. Il fattore tempo sarà decisivo, da qui alla fine del mercato mancano oltre due mesi: serviranno per sbollire la rabbia di una lunga trattativa naufragata quando sembrava ormai in dirittura e per ponderare la miglior opzione reperibile al giusto prezzo, senza farsi prendere dalla frenesia di doverla chiudere subito.


