Le pagelle di Roma-Inter 2-2: Lautaro è l'anima dell'Inter. Luis Henrique entra bene: trovato il nuovo ruolo?
L'Inter ha pareggiato contro la Roma con il risultato di 2-2 nel match valevole per la quinta giornata della Serie A 2026-2027. Decisiva la doppietta di Lautaro, dopo l'uno-due giallorosso firmato da Koné.
Di seguito le pagelle di Roma-Inter.
J. Martinez 6 - Lento nel respingere su Koné, in occasione del primo gol siglato dai giallorossi. Le sue colpe sono parziali, però, alla luce del fatto che il pallone sia passato sotto le gambe di un compagno. Incolpevole sul raddoppio, da posizione estremamente ravvicinata, del francese. Con un intervento di volto chiude su Malen, che aveva colpito a botta sicura.
Bisseck 6 - Dal suo lato nasce il gol del vantaggio della Roma, con Molina che lo anticipa di testa offrendo l'assist a Koné. Legge in anticipo diverse situazioni e prova anche le verticalizzazioni, ma non sempre è efficace. Nel secondo tempo, è tutta un'altra musica: è sicuro e consapevole in difesa, oltre che intraprendente in avanti.
Akanji 6,5 - Nel primo tempo soffre spesso lo strapotere di Malen, venendo costretto a commettere un fallo che gli costa il giallo. Nella seconda frazione, invece, è letteralmente impeccabile: stacca in maniera imperiosa per allontanare ogni pericolo dalla propria area o per anticipare un avversario, e non fa passare nemmeno uno spillo.
Bastoni 5,5 - Soffre le intuizioni di un Dybala più che mai ispirato. Spesso è impreciso anche in fase di costruzione della manovra: una rarità, considerando le sue straordinarie doti tecniche. (Dal 63' Luis Henrique 6,5 - Entra molto bene, questa volta dalla corsia mancina. Da lui partono varie iniziative interessanti per l'Inter, su quella fascia: che sia definitivo il passaggio a sinistra?)
Diouf 6 - Soulé lo salta con troppa facilità, per affondare sulla corsia mancina. Talvolta crea superiorità numerica attraverso il dribbling, ma non spicca per un'ultima scelta corretta nella prima frazione. Nel secondo tempo è più incisivo e arrembante, in fase avanzata: cresce così come tutta la sua squadra.
Barella 6 - Impreciso e spesso approssimativo nelle giocate, nel primo tempo, determinato e famelico, nel secondo. La versione della prima frazione era troppo atipica per essere vera.
Zielinski 6- Non fa girare il pallone con la sua solita maestria. Soffre la fisicità dei centrocampisti avversari, in specie nei primi 45 minuti di gioco. Poi cresce, insieme al resto della squadra, senza però trovare soluzioni efficaci dalla distanza.
Jones 5 - Peggior partita da quando indossa la maglia nerazzurra. L'inglese è evanescente in fase offensiva e inconsistente in quella difensiva, non riuscendo a sfruttare l'occasione da titolare in un tale palcoscenico. (Dal 54' Sucic 6 - Più intraprendente e dinamico del compagno di squadra da lui sostituito. L'auspicio è che possa entrare con questa fame anche nelle prossime gare).
Dimarco 5 - Non è evidentemente al meglio della condizione. Ciò lo si nota al momento in cui è richiesto il suo contributo in zona offensiva, con l'italiano che non riesce a incidere nel corso della sua partita. (Dal 54' Carlos Augusto 6,5 - Che sia da esterno o braccetto, lui c'è sempre. Prima si fa vedere in fase offensiva, poi contiene le sortite offensive dei rivali nel finale del match).
Lautaro 8 - Il leader, l'anima, il centro nevralgico dell'Inter. Può sembrare impreciso o non al meglio, ma non fa mai mancare il suo contributo. Così, dopo un primo tempo in affanno, estrae dal cilindro due destri chirurgici che battono Svilar e regalano all'Inter un prezioso pareggio all'Olimpico. (Dall'89' Pio Esposito SV).
Thuram 7 - Si fa spesso anticipare nel primo tempo, non risultando dentro la gara. Nella seconda frazione, è tutto un altro spartito: lui confeziona il cioccolatino per l'1-2 di Lautaro. E in altre occasioni, avvia le ripartenze dei suoi contribuendo in maniera efficace a scombinare i piani difensivi dei rivali. Va a un'unghia da quello che sarebbe stato un clamoroso 3-2.
All. Chivu 6,5 - Da registrare il nuovo doppio svantaggio maturato all'Olimpico, che corrisponde al quarto consecutivo tra Serie A e Champions League. Ma è da rimarcare anche la fame, la cattiveria agonistica e l'intensità con cui la sua squadra si è presa il pareggio all'Olimpico contro un avversario estremamente forte e ben organizzato.


