'Non si vede l'impronta di Chivu': perché la realtà smentisce questa tesi
Michele Maresca
L'Inter ha avuto la meglio del Parma grazie al successo per 3-0 maturato nella gara valevole per il sesto turno della Serie A 2026-2027. A segno Petar Sucic, Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram (su assist di Henrikh Mkhitaryan). Con la vittoria contro i ducali, allenati per la prima volta dal loro ex calciatore Alberto Gilardino, i nerazzurri si sono portati a quota 16 punti in campionato, sopravanzando di 3 lunghezze Roma e Lazio - in attesa dei rispettivi incontri con Como e Monza.
La gara ha rappresentato, tra le altre cose, un ulteriore spunto per riflettere sulla progressiva aderenza della squadra nerazzurra ai principi di gioco e alle dinamiche fondative del tessuto tattico voluto dal tecnico Cristian Chivu. I gol stessi testimoniano, più di ogni altro discorso, la convergenza tra i desideri dell'allenatore e i riscontri concreti sul campo:
1) Gol di Sucic. La rete del centrocampista croato nasce da un pressing altissimo da lui operato, in piena conformità a quanto richiestogli da Chivu, con il recupero della sfera ai danni di Mandela Keita e il mancino imparabile per Edoardo Corvi.
2) Gol di Thuram. Anche il definitivo 3-0, messo a segno da Thuram, è una rappresentazione di uno dei principali abiti con cui Chivu ha inteso vestire la sua Inter. Mkhitaryan, ricevuto il pallone a centrocampo, ha immediatamente servito il francese con una verticalizzazione atta a premiarne la corsa in avanti: Thuram, dopo il controllo e un'accelerazione fulminante, ha incrociato con il destro chiudendo - di fatto - la partita.


