Marani: "Perché nessuno si è accorto di Zola? Il disprezzo della Serie A è miopia"
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, è intervenuto in occasione dell’assemblea elettiva della FIGC: “Il 9 luglio, esattamente tra 17 giorni, saranno passati 20 anni dall’ultima vittoria italiana al Mondiale. È l’ultima partita in uno scontro diretto giocata al Mondiale, un’intera generazione che non ricorda il Mondiale. Non vinciamo dal 2010, il più recente Pallone d’Oro della Serie A è Kakà nel 2007 ed erano stati 13 nei precedenti due decenni. Aggiungiamo le mancate qualificazioni alle Olimpiadi.
Di fronte a questo sfacelo sarebbe un errore prendersela con qualche singolo. Non era Tavecchio prima e non è Gravina oggi, qui non ha funzionato nulla. Invece che scaricare responsabilità, servirebbe serietà. Il declino va avanti da 30 anni, le tv a pagamento sono servite per la crescita dei campionati esteri e per alcune ville ai Caraibi. La Serie A ha versato 249 milioni ai procuratori lo scorso anno, più di dieci volte quanto ha riconosciuto, sbuffando, alla Serie C, ovvero 22 milioni. Si potrebbero sviluppare allenatori come Sacchi o arbitri come Collina, tutti tenuti a battesimo da noi. Il calcio è stanco e vecchio, ai tempi di Artemio Franchi i Paesi emergenti studiavano a Coverciano, oggi vanno in Spagna e nella Svizzera che ci ha umiliato agli ultimi Europei.
La Serie C concorrerà in modo solido e concreto come ha fatto due anni fa. Siamo felici che un presidente di grandissimi successi come Giovanni Malagò, per cui parla il medagliere olimpico e la stima internazionale, si sia reso disponibile. Dopo Zenica si chiedeva un ex calciatore per rilanciare il movimento, ricordo che il nostro vicepresidente vicario si chiama Gianfranco Zola, uno dei più grandi di sempre. È strano come si sia reso conto del lavoro di Zola il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e non il movimento calcistico. Ricordo che nessun imprenditore della Serie C chiude il bilancio in attivo, al contrario di quanto fanno oltre la metà delle squadre di Serie A. Siete degli eroi, qui è tutto fatto in rimessa per passione e per l’amore del territorio.
Qualche componente interna ha spinto per l’abolizione del vincolo e per l’innalzamento a 20 anni dell’età della Primavera, un’eresia. La ragione che ha portato me personalmente a tornare qui tre anni fa è il bene del calcio. Vogliamo rivedere i talenti del calcio italiano, i gol di Gigi Riva, le giocate di Totti, Del Piero e Baggio, una difesa con Buffon, Nesta, Maldini e Cannavaro. Noi non abbiamo mai alzato barriere ideologiche, la Serie C è scesa da 120 squadre a 90, da 90 a 60 e oggi siamo 57 più le seconde squadre. Vanno ripensate queste seconde squadre, altrimenti si offende il gesto di straordinaria disponibilità di alcuni club. La Serie C è disponibile con alcuni punti fermi, ovvero che il sacrificio riguardi tutti e non solo la piccola Serie C.
Per 30 anni ho raccontato la Serie A e ho i miei amici più cari in Serie A, quando sento i club di A trattarci con disprezzo credo che, oltre al cattivo gusto, si faccia opera di miopia. L’Inghilterra vende i diritti televisivi in comune con le serie minori, noi abbiamo riconosciuto la piena autonomia alla Serie A per concorrere all’estero. Sarebbe giusto che l’1% sulle scommesse venisse investito sui vivai e non su stranieri ultratrentenni. Quale opinione pubblica potrebbe opporsi a una proposta seria e non speculativa? Speriamo che da domani si apra una finestra seria e che porti aria fresca. Devono esserci più giovani laureati e più giovani donne in questo mondo. Diceva Dante che nell’umile sta il sublime, l’umiltà deve riportarci a essere sublimi”.
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