Vince Malagò, ora torna Roberto Mancini? Il ct sarà la prima mossa del nuovo presidente
“Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto”. Così Giovanni Malagò ha celebrato la sua vittoria al vertice della FIGC, di cui è il nuovo presidente. Il mandato partirà da una decisione, quella del commissario tecnico: sarà il nuovo presidente federale a chiarire, anche a breve, il suo punto di vista sulla questione.
Nel frattempo, c’è da registrare una pole position ed è quella di Roberto Mancini. Il tecnico italiano si è liberato di recente dal contratto con l’Al-Sadd e aspetta una chiamata da via Allegri. I rapporti con Malagò sono storicamente ottimi: Mancini è socio del Circolo Canottieri Aniene, di cui oggi Malagò ha rivendicato i successi, e fu chiamato nel 2018 dalla FIGC commissariata, con Roberto Fabbricini (segretario generale del CONI, vicinissimo allo stesso Malagò) a capo della macchina federale.
Adesso, ci può essere il bis. Mancini si era già riproposto a Gravina, pentito della fuga araba, ma per l’ormai ex presidente il ritorno non era moralmente accettabile. Lo jesino ha il vantaggio di costare meno di altri profili (Guardiola o Conte), di avere una grande voglia di rivalsa e di essere stato l’ultimo commissario tecnico a vincere qualcosa - gli Europei - anche se la mancata qualificazione mondiale del 2022 è forse la più dolorosa in assoluto, considerando l’avversario. Malagò potrebbe chiamarlo, quanto ai precedenti c’è da ricordare che, se è vero che nel 2023 il Mancio accettò i soldi sauditi, nel 2018 rinunciò a quelli dello Zenit San Pietroburgo, risolvendo un contratto da 6 milioni di euro a stagione per dire sì alla chiamata della Nazionale.
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