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Giorgio Perinetti: "Spagna dominante. Messi, la sconfitta non cancella una carriera. Da Romero a Vozinha, i volti del Mondiale. Juve e Roma protagoniste, Milan difficile da capire"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 08:50A tu per tu
di Alessio Alaimo

Giorgio Perinetti: "Spagna dominante. Messi, la sconfitta non cancella una carriera. Da Romero a Vozinha, i volti del Mondiale. Juve e Roma protagoniste, Milan difficile da capire"

E alla fine gioisce la Spagna. Il Mondiale è della squadra di Luis de La Fuente, che grazie a Torres porta a casa un risultato tutto da ricordare, ai danni dell'Argentina. "La Spagna ha dominato la finale, nel complesso ha meritato di essere campione del mondo: ha mantenuto fede al suo modello e lo ha portato avanti fino alla fine battendo nettamente Francia e Argentina. Credo invece che l'Inghilterra abbia perso un'occasione", spiega a TuttoMercatoWeb.com Giorgio Perinetti, direttore sportivo, ex tra le altre di Roma, Juventus, Napoli, Palermo, Bari, Siena e Avellino. Peccato per Messi, per tanti sarebbe stato bello vedergli alzare la Coppa per chiudere il cerchio. "Non può certo fare gare di solo contenimento. Ha comunque una carriera strepitosa, tutti speravano che chiudesse alzando la Coppa del Mondiale. Ma non aver vinto l'ultimo Mondiale non è certo una macchia. Può consolarsi con una carriera meravigliosa". Chi s'è messo in mostra in questo Mondiale? "Al di là dei soliti noti è stato il Mondiale di Romero, un calciatore che ho visto debuttare quando ero al Genoa contro Cristiano Ronaldo. S'è consacrato Bellingham, scoperta del mio amico Pep Clotet. E poi citerei il portiere di Capo Verde, Vozinha, che s'è preso una bella fetta di visibilità: il bello del calcio". Direttore e l'Italia? "Ho fiducia nello spirito innovativo di Malagò e nella sua voglia di lasciare una traccia del suo operato. La scelta di Maldini e Leonardo non può che essere condivisa, ora aspettiamo quali saranno le scelte. La vittoria della Spagna, comunque, conferma che le rivoluzioni tecniche partono dal basso". Il nuovo ct potrebbe essere Pirlo, un nome che non scalda i cuori azzurri... "Se è vero che sarà Pirlo, se diamo fiducia a Maldini dobbiamo avere fiducia nelle sue scelte". Che mercato vede fin adesso? "Un mercato un po' paralizzato, non so se per effetto del Mondiale. Certamente le nostre società non hanno possibilità di spendere, devono aspettare le occasioni. Ci vorranno pazienza ed abilità per ottimizzare la costruzione di rose competitive, anche se non ho grande fiducia che il nostro calcio possa tornare subito protagonista in campo internazionale". Da chi si aspetta innesti? "Inter e Napoli devono fare dei ritocchi, ma Juve e Roma devono fare qualcosa di importante. Il Milan invece è un mondo difficile da comprendere". E la Lazio di Gattuso? "Un punto interrogativo. Sulla volontà di Gattuso di fare il massimo metto la mano sul fuoco, ma bisognerà vedere gli interventi societari". Che B sarà? "Il Palermo deve cogliere la possibilità di andare in A direttamente, se lo aspetta la città e lo ha dichiarato anche il Presidente. Poi ci sono le retrocesse e occhio alle sorprese, citerei tra queste il Modena del mio ex calciatore Galloppa, che mi sembra stia facendo qualcosa di interessante".