Pessimismo e un'ombra attorno alla Juve di Spalletti. La critica di Platini
Cari tifosi della Juve, siamo tutti concordi nel ritenere relativo il peso del cosiddetto calcio estivo. Contano le gare in cui ci sono punti in palio. Primo banco di prova l'esordio in campionato in casa del Frosinone. La domanda sorge spontanea: con quale percentuale di rosa completata ci arriverà la squadra di Spalletti? Vedremo. Se dovessimo fare un sondaggio sui social a tinte bianconere, prevarrebbe il pessimismo. Figlio di stagioni piene di frustrazione, prive di trofei (ad eccezione della Coppa Italia), l'ultima addirittura senza la qualificazione in Champions League, con squadre rivali a farla da padrone. Carnevali e Massara sono due ottimi dirigenti, ma non hanno la bacchetta magica, anche perché costretti ad operare in una situazione non ottimale, complici le gestioni precedenti targate Giuntoli e Comolli. La parola d'ordine è contestualizzare. Le difficoltà del mercato erano conosciute per quanto riguarda il fronte acquisti, malgrado tutto si sta procedendo verso la direzione giusta, quanto meno pertinente alle esigenze. Ancora più complicato il discorso sulle uscite, considerando il numero di elementi fuori dal progetto, quindi poco appetibili. Qualcuno è stato piazzato, altri ancora no. Serve una buona dose di pazienza, come ormai accade da qualche anno. E' chiara la sensazione di un cambio di direzione con la nuova dirigenza.
Il mercato termina il primo di settembre, ma la Juve deve e vuole dare a Spalletti una rosa competitiva il più presto possibile. Le caselle da riempire sono note, come quelle da svuotare. Fino a qualche settimana fa, anche quella con il nome di Douglas Luiz, ma il brasiliano potrebbe essere l'unico degli esuberi "rivitalizzabile". Così sembra dalle parole di Spalletti, non a caso lo ha impiegato sempre nelle amichevoli. Malgrado la rete contro il Palermo, difficile invece pensare ad un rilancio di Milik. Insomma, la Juve è ancora nella fase di working in progress, condita da diversi punti interrogativi. Nel frattempo, inutile far finta di nulla, c'è un'ombra dietro Spalletti: nome Antonio, cognome Conte, stato lavorativo, disoccupato e questo è un elemento di "minaccia". Attenzione, nessun piano alternativo della Juve nel caso in cui fallisse Lucio, sicuramente è la speranza del tecnico salentino. Qualche cinguettio racconta che l'ex Napoli sarebbe pronto a tornare alla Continassa, la moglie lo avrebbe confidato a qualche amico, anche perché "senza calcio non sa stare". I nostalgici del salentino sarebbero pronti a festeggiare. Chi ama la Vecchia Signora invece spera non si arrivi a questo. Anzi, l'auspico è la costruzione di una rosa all'altezza della situazione. Bisogna tornare a competere per traguardi importanti. Quindi ognuno faccia la sua parte: società, allenatore e calciatori. A proposito di quest'ultima categoria, parlando in generale, come sempre incisive le dichiarazioni rilaciate a L'Equipe da Platini: "Noi avevamo valori diversi dai giocatori di oggi, scendevamo in campo soprattutto per la squadra e i tifosi". Identificazione e appartenenza i due sostantivi cui fa riferimento Le Roi.


