Un pareggio che lascia rimpianti ma che non giustifica i processi. I silenzi della società e quella voglia di risposte
Rimpianti? Tanti, ma non cosi esagerati da far scattare subito processi e tiri incrociati sull’unico bersaglio. Ci siamo rimasti tutti male per come è finita la gara di Marassi, con un briciolo in più di attenzione e precisione sotto porta, probabilmente i punti sarebbero stati 3 e non 1, e la distanza dalla corazzata favorita e obbligata a vincere lo scudetto sarebbe rimasta invariata. E invece eccoci qua a recriminare , giustamente, sul gol preso, e su quelli falliti, prima da Vlahovic e poi da Chiesa. Sono d’accordo sul fatto che il “corto muso” non possa e non debba essere una regola, non mi piace e soprattutto non mi fa stare sereno durante lo sviluppo della partita, ma oggi il disegno è chiaro: vista la difficoltà cronica nel segnare, provare a gestire la fase difensiva, una volta passati in vantaggio, diventa una strategia.
Il paradosso è che il reparto più fornito, e quello con maggiore qualità, almeno nei nomi, è lo stesso che preoccupa di più. Vlahovic non si accende, Chiesa pur migliorando è ancora fragile sotto porta, Milik sembra aver perso lo smalto iniziale e Kean si è fermato ai box. Fatto sta che il fatturato dell’intero attacco è fermo a 12 reti, e quello complessivo della squadra a 24. Spiace fare certi paragoni, ma diventano necessari: la coppia offensiva dell’Inter ne ha messi a segno 22, appena due in meno di tutta la Juventus. Se diciamo che la differenza è in questi numeri non crediamo di andare troppo lontani dalla realtà. E anzi, vien da dire che quanto fatto sino ad ora ha quasi del miracoloso. Perché andando avanti nella lettura, impietosa, dei dati ci accorgiamo che la capolista ha segnato 39 reti, ma la Juve di contro ha fallito 29 grandi occasioni da rete. Possiamo leggerla in mille modi diversi: colpa degli attaccanti, colpa del gioco, colpa di Allegri, colpa del destino cinico e baro, ma in questo sport se non sfrutti almeno la metà delle opportunità sotto rete diventa poi difficile poter cullare sogni di gloria. Non sempre può essere Gatti a togliere le castagne dal fuoco, considerando inoltre che sulla carta il valore degli attaccanti non manca. Vlahovic sta attraversando un periodo di crisi, lungo e preoccupante, ma la fiducia non deve essergli tolta.
Le riflessioni eventuali dovranno essere spostate a giugno, a meno di clamorose quanto improbabili offerte a gennaio, ma non possiamo oggi fare a meno di pensare quanto successo in estate, quando l’attaccante serbo era comunque finito sul mercato. Continuo a credere nelle potenzialità di Dusan e nel fatto che si sbloccherà, ma è troppo riduttivo giustificare l’appannamento della punta con lo sviluppo della manovra di Allegri. Gli errori, alcuni gravi, sotto porta non possono essere da attaccante titolare della Juventus.
Cosi come non sono più tollerabili gli errori di Massa e compagnia bella verso la Juventus. Non vogliamo fare i complottisti, ma stiamo assistendo a delle situazioni surreali. Ci può spiegare il signor Rocchi perché quando un arbitro sbaglia a favore della Juve viene sospeso e consegnato al pubblico giudizio, e quando invece sbaglia contro la stessa Juventus invece ci sono mille giustificazioni e mai sospensioni? Per non parlare dell’utilizzo ormai soggettivo di quello strumento diabolico chiamato var. Non c’è più oggettività ma soggettività con tutto quello che ne consegue. Dovremmo avere fiducia nelle istituzioni calcistiche, ma oggi il popolo juventino l’ha smarrita, si sente preso in giro. E non possiamo non chiamare in causa anche la società. Il lavoro che sta facendo è importante, si è nuovamente strutturata, ha recuperato il rapporto con i tifosi, e fa sentire la sua presenza, ma non è possibile restare in silenzio anche dopo l’ennesimo scempio visto a Genova. Ogni tanto bisogna battere i pugni sul tavolo, con eleganza ma con fermezza. Sappiamo quanto una certa squadra sia “sponsorizzata” da media e appoggiata dalle massime istituzioni, persino dalle cariche dello stato, sappiamo che nei “desiderata” della stagione c’è un finale che già conosciamo, anche se noi non parleremo mai di seconda stella, visto come sono arrivati almeno due scudetti, sappiamo tutto benissimo, ma proprio per questo i tifosi bianconeri chiedono risposte e non silenzio. Ben sapendo, che la Juve si sta ricostruendo e sta tornado a far paura. Ecco perché i processi sommari dopo Genova non ci sono piaciuti.


