A MENTE FREDDA - Kean-McKennie la rivolta dei bistrattati, Rabiot garanzia: aveva ragione Allegri
Ti aspetti Vlahovic, invece contro l'Empoli arriva il poker a firma di Kean, McKennie e Rabiot. Su alcune scelte, oggettivamente impopolari, aveva ragione Allegri, giusto ammetterlo. Soprattutto rispetto al giovane attaccante, costantemente nel mirino della critica. Rete a parte (doppietta mancata per qualche centimetro di fuorigioco), l'ex Everton resta dentro la partita sempre, finalmente una prestazione da Juve. Chissà che non possa essere la serata della svolta. Come in ogni squadra che si rispetti, quando funziona il centrocampo tutto diventa più semplice. Il texano, autore del 2-0, è uno dei più dinamici, come lo stesso Locatelli nel ruolo di regista, alternato alla mezzala quando entra Paredes. Rabiot ormai è una certezza e non fa più notizia. Seconda doppietta stagionale, il francese ormai è indispensabile per i meccanismi allegriani: difende, propone, segna. Cosa chiedere di più? La società dovrà riflettere molto prima di lasciarlo andare a parametro zero.
Contro l'Empoli per la prima volta in stagione, la Juve ottiene la seconda vittoria consecutiva in campionato. Questa molto più convincente delle altre. A parte il risultato che peraltro poteva essere più ampio, è palese la crescita mentale, dell'atteggiamento, della coesione. Il tutto racchiuso nelle parole di Allegri: “Cominciamo ad essere una squadra”. Meglio tardi che mai verrebbe da dire. Ora serve continuità e martedì in casa del Benfica c'è l'esame definitivo per emettere il certificato di guarigione. Serve il blitz per tenere ancora vive le speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League. Impresa ardua. Guai a mollare prima che l'aritmetica non ti condanni. Come diceva un ex allenatore della Juve: “Vincere aiuta a vincere”.


