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ESCLUSIVA TJ - Pablo Moreno: "Juve sogno ad occhi aperti, gli allenamenti erano il top. Fagioli? Fuori categoria, sembrava un giovane della Masia. Sul suo addio..."TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 9 novembre 2022, 15:45Esclusive TJ
di Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com

ESCLUSIVA TJ - Pablo Moreno: "Juve sogno ad occhi aperti, gli allenamenti erano il top. Fagioli? Fuori categoria, sembrava un giovane della Masia. Sul suo addio..."

In un'intervista rilasciata qualche anno fa, l'allora selezionatore dell'U-16 spagnola David Gordo disse che assomigliava a Ronaldo Luís Nazário de Lima. Un paragone forse un po' troppo azzardato, ma Pablo Moreno Taboada (20) è ancora nel fiore dei suoi anni e vuol dimostrare di poter essere all'altezza nel calcio che conta. La nostra redazione lo ha contattato telefonicamente, in esclusiva, per parlare della sua esperienza alla Juventus e del suo presente al Maritimo in Portogallo:

Come procede la tua avventura nell'isola di Madeira?

"Ho avuto un problema al flessore, pian piano mi sto riprendendo. Il Maritimo è una bella squadra, anche se i risultati non stanno arrivando in questo momento. Vogliamo risollevarci al più presto, per trovare la vittoria bisogna avere più fiducia. Il mio obiettivo è di trovar presto la miglior condizione, in modo da aiutare i miei compagni. Il campionato è molto fisico, però con il pallone si lavora meno che in Spagna".

E' un campionato quello portoghese che quest'anno si sta togliendo molte soddisfazioni.

"Si sta affermando come uno dei migliori campionati d'Europa. Penso che Benfica, Porto, Sporting Club e anche il Braga abbiano un qualcosa in più rispetto agli altri, e i risultati ottenuti fuori dai confini nazionali lo stanno dimostrando".

Proprio il Benfica ha appena eliminato la Juve e chiuso il girone al primo posto precedendo a sorpresa il più quotato Psg. Ti aspettavi che i lusitani riuscissero ad eliminare i bianconeri?

"E' stata una grande sorpresa, non me lo aspettavo. Il Benfica è riuscito ad espugnare lo 'Stadium' che è uno stadio difficilissimo in cui giocare, nel complesso ha meritato la qualificazione. Sta facendo una stagione fantastica, è una squadra devastante che non perde mai, con il Maritimo li abbiamo incontrati e ho ammirato la loro forza. Anche se non sono potuto scendere in campo in quanto infortunato".

Riavvolgiamo il nastro dei ricordi e torniamo al momento in cui hai saputo che avresti indossato la maglia bianconera. Quali furono le tue sensazioni?

"Ho vissuto un sogno ad occhi aperti, la Juventus è uno dei migliori club d'Europa e averci giocato per due anni è stato un grande onore. C'erano tante squadre che mi volevano, ma il mio desiderio era di vestire la maglia dei campioni d'Italia. Poi quando ho saputo di Cristiano, il mio idolo, è stato ancora più facile scegliere".

Il tuo idolo è CR7, ma sei cresciuto nel Barcellona di Messi. Non è un po' strana come cosa?

"Io mi sono innamorato del CR7 di Manchester, quello che ammiravo da piccolissimo. E' un po' strana come cosa, è vero, ma non posso farci niente".

Come è stato il tuo impatto con il calcio italiano?

"E' stato positivo, c'era un altro modo di allenarsi rispetto al Barcellona. Ero abituato a lavorare tanto con il pallone, mentre gli allenamenti in Italia erano basati sulla corsa e sul lavoro fisico in palestra. A volte non c'era nemmeno il pallone. Se adesso dispongo di un buon fisico è merito della Juventus, quel tipo di allenamento è stato molto utile per rinforzare i miei punti deboli. Il top. A Torino non ho subito grandi infortuni. Purtroppo la preparazione col Barça non era molto buona, si faceva tanto lavoro con la palla e basta. Si tralasciava l'aspetto fisico".

Come è stato l'anno in Primavera?

"Molto performante, anche se non ho segnato molti gol. Il calcio italiano è diverso da quello spagnolo, per cui ho avuto modo di imparare moltissimo. E allenarmi con la prima squadra, almeno due volte a settimana, è stato un qualcosa di appagante. In quella Juventus c'erano molti grandi campioni, non solo Cristiano ma anche Dybala, Chiellini, Pjanic, e tutti quelli che vedevo in tv. Ero ben felice di fare il raccattapalle. A 16 anni ho vissuto anche la gioia di essere convocato da Allegri per la prima squadra, non volevo esser svegliato e speravo che nessuno mi tirasse un pizzicotto per farlo (sorride ndr)".

E il secondo anno, invece, come è andato? Che ricordi hai?

"E' stato un anno un po' particolare, condizionato molto dal 'Covid-19' nella parte finale, in cui non ho giocato moltissimo. Molto spesso, infatti, ero a disposizione della nazionale, e questo mi impediva di giocare con la Juve. La squadra era bella e forte, qualche soddisfazione me la sono tolta uguale. Ricordo una doppietta sul campo dell'Atletico nella prima partita di Youth League, pur con quattro ore di sonno fatte (arrivavo dal Qatar) ero sul pezzo e voglioso di aiutare i miei compagni. Al Madrid, poi, ho segnato anche al ritorno (sorride ndr)".

Dei tuoi compagni di squadra, chi ti aveva più impressionato?

"Sicuramente Fagioli, che è stato mio compagno al primo anno, un vero e proprio fenomeno. Per come giocava la palla e per come la toccava, sembrava un giovane della Masia (settore giovanile del Barcellona ndr). Era fuori categoria, di un altro livello, non sono stupito del percorso fatto. Mi ricordo con piacere di Petrelli, mi piace come calciatore perché è in grado di calciare indistintamente di destro e sinistro. Nella mia Juve c'erano anche Sekulov, Anzolin, Loria e Barrenechea. Fantastici. Ho affrontato da avversario Vlahovic, un vero e proprio tanque. Era una bestia. Miretti? L'ho visto poco, era aggregato dall'U-17 e spesso si allenava con noi".

Poi che è successo? Come mai sei andato via dalla Juventus?

"Al termine del secondo anno, ho avuto chiamate dalle due squadre di Manchester e dal Barcellona. I catalani stavano già parlando con i bianconeri per Pjanic e volevano includermi nell'affare. E' stato difficile scegliere, perché sono top club europei e mondiali. A convincermi ad accettare il City è stata la chiamata di Txiki Begiristain. Mi è dispiaciuto molto lasciare la Juventus, per me è stato vivere un sogno ad occhi aperti".

Hai solo vent'anni e nella vita non si sa mai, magari prima o poi ti rivedremo in Italia.

"Lo spero vivamente, mi piacerebbe ritornare in Italia o anche in Spagna. Ho accettato il Maritimo per rimettermi in gioco, avevo anche offerte da altri campionati. Ma ora voglio solo aiutare i miei compagni a far bene".

Si ringrazia Pablo Moreno Taboada per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.